I demoni

Autopoetica della nebulosa ‘Demoni’

autoridemoni.bmpChi scrive, in questo preciso istante, è Giuseppe Genna e tra poco non lo sarà più. Ogni volta che leggerete “io”, nel caso abbiate il senso del tragico umorismo e la pazienza biblica per affrontare questa autopromozione in forma di delirio, sarà per voi difficile distinguere: a) se sta parlando lo stesso Giuseppe Genna, se Michele Monina o se Ferruccio Parazzoli; e b) se effettivamente “io” e “noi” siano persone nominalmente interessanti, sia per voi che per noi. La facciamo breve: siamo gli autori de I Demoni, romanzo antiromanzo assurdo di 464 pagine, che peQuod ha appena mandato in libreria. Siamo qui, nell’area letteraria gestita da uno di noi, cioè io, per pubblicizzare questo libro che ci sembra – lo stiamo dicendo senza malizia alcuna – irrilevante per le vostre vite, le quali a loro volta ci sembrano irrilevanti, soprattutto nei confronti della letteratura, che è per noi una cosa irrilevante. Questo libro irrilevante è un mattone: non compratelo. Compratevi una Coca Cola e bevetela. Marcite nella galera che vi hanno imposto spacciandovela per vita: gliel’avete permesso, siete degli idioti e gli idioti non possono leggere un libro come questo. Che è un libro fondamentale. Che è il fondamentalismo che un occidentale deve permettersi oggi. Noi non siamo fondamentali: siamo tre poveri stronzi che hanno scritto un libro e mitragliano menzogne.

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Nel nome di Ishmael

Genna USA: la stroncatura di Kirkus Review

[Se non me l’avessero già fatta, pagherei di persona perché qualche americano scrivesse una stroncatura simile di un mio libro… Secondo me, l’ha scritta Luttwak, o uno comunque affine… Ehi: comunque ha capito che il nome ‘Ishmael’ viene da Moby Dick!]
da Kirkus Review
Due indagini poliziesche – una nel 1962, l’altra nel 2001 – convergono verso uno scenario che metterebbe di fronte una minacciosa organizzazione politica che opera in Italia e, dall’altra parte, il resto dell’Europa. Un thriller che nel titolo ha il nome Ishmael, più che togliere il fiato, lascia perplessi così come, il che puntualmente accade, la trama, incentrata su un piano per assassinare Henry Kissinger. Kissinger non è De Gaulle e questo debutto letterario italiano in USA non è né Il giorno dello Sciacallo Moby Dick.

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Nel nome di Ishmael

Genna USA: il New Yorker su ‘Ishmael’

[Una recensione di In the name of Ishmael è uscita su The New Yorker. Non dispongo dell’intera versione, al momento. Ne traduco un estratto]
newyorker.gifishmaelusa2.gifQuesto thriller barocco, ambientato a Milano e in cui i misteri sembrano continuamente trasudare dal terreno, si apre con due eventi apparentemente privi di connessione: la scoperta del cadavere di un bambino assassinato e sepolto sotto una lapide di guerra, all’altezza della crisi missilistica di Cuba, nel 1962; e, quattro decenni dopo, l’omicidio di un uomo in una strada, mentre si sta preparando un vertice internazionale. I capitoli si alternano nel racconto dei due detective incaricati di investigare. Il tortuoso plot – che tra l’altro coinvolge club sadomaso, sette occulte e assassini – ha il suo perno nella figura storica di Enrico Mattei, uno dei condottieri industriali dell’Italia del ’62, morto in circostanze sospette per incidente aereo. (…) L’autore, poeta e giornalista, scrive con un’energia fibrillante e propulsiva, ed è capace di fermare l’attenzione del lettore agghiacciandolo anche soltanto con un’unica immagine – come accade quando descrive, sulla scena dell’incidente aereo di Mattei, gli alberi: intatti, che grondano sangue.

Non toccare la pelle del drago

Il Manifesto su ‘Non toccare la pelle del drago’

L’Occidente di Chinatown
Pechino-Parigi «Non toccare la pelle del drago», il thriller di Giuseppe Genna
di MAURO TROTTA
[da il manifesto del 16.11.03]
Anno 1967, La Cina è vicina di Marco Bellocchio e La cinese di Godard raccontavano ai «buoni borghesi» sotto stress per la minaccia gialla (e rossa) quanto il maoismo contaminasse ampie fette del movimento del `68 e la contestazione alla società capitalistica. Ma la percezione di un «pericolo giallo» da parte della società occidentale, capace di destabilizzarla fin nelle fondamenta, rappresenta da oltre cent’anni una vecchia storia all’interno della cultura di massa. È negli anni Dieci del `900, infatti, che, attraverso i romanzi di Sax Rohmer, si impone il «cattivo» che incarna il mistero e l’astuzia del cinese-tipo, visto come assoluta alterità: il dottor Fu Manchu. Vissuto in numerose incarnazioni al cinema (da Boris Karloff e Christopher Lee al Dottor No di Licenza di uccidere passando attraverso la rivisitazione comica fattane da Peter Seller in Il diabolico complotto del dr. Fu Manchu del 1980) e nei fumetti (dal Mandarino, avversario storico di Iron Man a The Leaugue of Extraordinary Gentlemen scritta da Alan Moore per i disegni di Kevin O’Neill e ora trasformata in film). Oggi l’emergere del gigante cinese come possibile nuova superpotenza mondiale sembra aver rinnovato quel misto di diffidenza e attenzione che l’Occidente ha sempre riservato all’Estremo Oriente. Ed è proprio la visione della Cina incarnata dal personaggio del dr. Fu Manchu, naturalmente con una rivisitazione in chiave avant-pop più al passo con i tempi, al centro del nuovo noir di Giuseppe Genna, Non toccare la pelle del drago (Mondadori, pp. 390, € 15).

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Nel nome di Ishmael

Genna U.S.A: ‘In the name of Ishmael’

Reviewed by Judy Gigstad
[in Book Reporter]
IN THE NAME OF ISHMAEL (Giuseppe Genna, Miramax Books, Fiction, ISBN: 0786869402)
In Milan, Italy, in the fall of 1962, a small body in a bag is placed beneath the slab of a war memorial to Italian Partisans from 1945. Guiriati Field is the site of the crime. Inspector David Montorsi wades into the mud and fog at the field and conducts the investigation into the child’s murder.
Years later, in March 2001, a character called the Old Man tracks the movements of an American to 53 Via Padova, in Milan. Aided by directions from a boy and a Pakistani, he follows the American and shoots him. The Old Man has been fooled by an exact double. The American is free to meet his contact from Ishmael and proceed with his business. Inspector Guido Lopez is the detective first at the scene of the crime. He is puzzled by bizarre findings, in addition to the gunshot wounds found on the body during the autopsy. There is evidence of masochistic sexual activity.

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