Mese: gennaio 2004

Recensioni a ‘I demoni’

“Dostoevskij.2”. E i demoni adesso si nascondono a Milano
Alessandro Zaccuri, Agorà-Avvenire
La domanda non è “perché I demoni?”, ma “perché Milano?”. Di ragioni per tornare sul capolavoro di Dostoevskij, infatti, ce ne sono molte, e tutte buone. È, storicamente, il primo romanzo sul terrorismo, un tema che oggi è cronaca quotidiana. Ed è un gran libro sul più grande degli scandali, quello del Male nella storia, altro argomento sul quale, da Auschwitz in poi, non abbiamo mai smesso di interrogarci. Come se non bastasse, I demoni è Stavrogin, forse il più inquietante fra gli inquietanti protagonisti dostoevskijani: mistico e luciferino, stupratore e idealista, nichilista, nostro contemporaneo. Ma perché trasferirla proprio a Milano, questa favola tenebrosa e fin troppo credibile?
Per tentare una riaposta occorre addentrarsi nella riscrittura de I demoni, labirintica e a tratti sconcertante, portata a termine da un singolare terzetto di autori nostrani: Giuseppe Genna, Michele Monina e Ferruccio Parazzoli.

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Recensione a ‘Non toccare la pelle del drago’

di Fabio Orrico
A due anni da Nel nome di Ishmael Giuseppe Genna ci propone, con questo Non toccare la pelle del drago, la prosecuzione delle vicende di Guido Lopez, l’ispettore dell’investigativa di Milano ora passato all’agenzia europea. Diciamolo subito: come personaggio seriale, Lopez non ha l’eguale nella nostra letteratura. Duro e anarcoide, del tutto incapace di costruire rapporti umani se non a prezzo di imporre terribili rapporti di potere e dipendenza con i suoi simili, Lopez incarna la propaggine più estrema del personaggio hard-boiled, laddove il disincanto diventa un grumo di dolore esistenziale pressoché impossibile da scalfire. Accarezzando da vicino, in questo senso, il modello eccellente di James Ellroy.

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