blog

Il caso Binaghi e “I custodi del Talismano”

valter_binaghiC’è una domanda che, a mio parere, merita una risposta certa e pronta da parte dell’editoria: perché non viene pubblicato da case editrici di una certa stazza quantitativa ciò che scrive Valter Binaghi? E’ uno dei più problematici e complessificanti scrittori di questi anni, è un narratore che fa trapelare il teologico attraverso le storie, è un creatore di finzioni che ci mettono spalle al muro rispetto a verità storiche (collettive e personali) e ingaggi filosofici e metafisici. Quanto si è detto su queste pagine (male e di sfuggita: solo per mancanza di tempo, però) a proposito dei libri di Vasta e Falco e Paolin, si potrebbe dire (in altro modo) a proposito di testi come I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano o Devoti a Babele (a proposito di quest’ultimo: qui la mia recensione su Carmilla, la quale esordisce con la medesima domanda che pongo ora).
Continue reading “Il caso Binaghi e “I custodi del Talismano””

Le teste

Ferraresi su 02blog.it: intervista al Miserabile su “Le teste”

gabriele_ferraresiSul bellissimo 02blog.it, il critico e scrittore Gabriele Ferraresi (autore de Il testimone) mi aveva già convocato a rispondere a profonde domande su Italia de Profundis. Mi ha fatto l’onore di convocarmi nuovamente a proposito de Le teste. Ecco il testo dell’intervista.

Intervista: Genna e Lopez tornano nella Milano de “Le Teste”
di GABRIELE FERRARESI
[da 02blog.it]

gennaletesteGiuseppe Genna è uno scrittore milanese, l’avevamo intervistato l’anno scorso per Italia de Profundis, straziante requiem per il Paese che abbiamo disimparato ad amare. Ora torniamo a incontrarlo, lui, che è partito da Calvairate – avrete presente piazza Martini, piazza Insubria, il micidiale piazzale Cuoco con i suoi tristissimi circhi – ed è arrivato in molti paesi d’Europa e non solo, grazie alle traduzioni dei suoi pseudothriller.
Protagonista dei quali, è l’ispettore Lopez: uno che si muove tra corso Monforte – la Questura – e le zone peggiori della nostra metropoli. Nel nuovo – ultimo? – capitolo, Le Teste, edito da Mondadori, tutto parte da una testa mozzata all’Idroscalo. Abbiamo colto l’occasione al volo per fare quattro chiacchiere con il buon Genna a tema Milano, noir, e complotti (narrativi e non). Buona lettura…

Dopo Hitler, che è un unicum nella tua “produzione” e Italia de Profundis, torni al thriller e a Lopez. E ritorni sempre a far muovere i tuoi personaggi in una Milano lunare. Avevi voglia tu di far risorgere Lopez o sono stati i lettori – in parecchi si erano affezionati a quel filone partito con Catrame… – o che so, direttamente Mondadori, a voler far ripartire la saga?

Il libro ha una lunga gestazione. La prima stesura risale a prima di Nel nome di Ishmael, che gli è debitore a un certo livello (l’idea di una lotta di intelligence attraverso simboli spirituali – il che, a tutti gli effetti, accade realmente). Il thriller per me non è tale, ma lo dico stando attento a declinare con precisione affermazioni simili: io intendo affermare che non esiste la teoria dei generi in letteratura, al di fuori di una considerazione che metta in relazione gli unici generi che ho esperito da quando ho avuto il bene della ragione, e cioè prosa e poesia (e anche su questa distinzione nutro perplessità). All’interno della prosa nasce il romanzo, che per me è narrazione fantastica, il che non significa che non abbia profonde relazioni conoscitive con la realtà. A cosa mi serve una narrazione fantastica che mette in scena uno che indaga? Letteralmente a questo: a mettere in scena uno che indaga. Se sta indagando, non sa – è ovvio. La bidimensionalità apparente di Lopez non coglie nulla di emotivo in me: Lopez è un personaggio. Di quale tipo, giudicherà il lettore. Non sapendo se avrei continuato la saga di Lopez, quest’occhio testimoniale che si muove di fallimento in fallimento, ho deciso di depositare quello che per ora ne è l’ultimo capitolo presso l’editore che ha pubblicato tutti i libri in cui Lopez spettralmente si aggira.

Continue reading “Ferraresi su 02blog.it: intervista al Miserabile su “Le teste””

blog

Nel genetliaco di Igino Domanin: da “Spiaggia libera Marcello” e altro ancora

igino_domaninOggi è il compleanno di uno dei miei più cari amici, lo scrittore Igino Domanin (qui le sue pubblicazioni). Desidero festeggiarlo pubblicamente, riprendendo un brano dal suo romanzo Spiaggia libera Marcello (Rizzoli, 2008) e una recensione che scrissi per il quotidiano “Liberazione” ai tempi dell’uscita del suo libro di racconti Gli ultimi giorni di Lucio Battisti (peQuod, 2005).
Continue reading “Nel genetliaco di Igino Domanin: da “Spiaggia libera Marcello” e altro ancora”

blog

Miserabile intervista a Sul Romanzo

giuseppe_genna_infante[Già in occasione di uno speciale dedicato a Giulio Mozzi e al suo ultimo libro Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili) ho segnalato Sul Romanzo, uno dei migliori blog letterari in circolazione sulla rete italiana. Il gestore del sito mi ha chiesto di rispondere alle domande della sua intervista standard (qualcosa che ricorda il questionario proustiano, ma fortemente declinato in senso personale e colloquiale: in pratica, un’occasione per guardarsi dentro e dietro e davanti). Eccone il testo. Non posso mancare di ringraziare l’intervistatore, Radames, soprattutto per la qualità delle cose che pubblica. gg]

Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

Il primo libro che ho letto è stato Papillon di Charrière, a sei anni. Cinque giorni di immersione totale. Poi ho preso dallo scaffale della libreria dei miei Lovecraft (I mostri all’angolo della strada, un’antologia non propriamente filologica, curata da Fruttero e Lucentini). Poi, le poesie di Eugenio Montale. Da lì, non ho più smesso. C’è stato un appannamento quando ho iniziato a lavorare professionalmente a stretto contatto con la poesia mentre facevo l’università, a Milano (studiavo filosofia) – da un lato mi giungeva la nausea derivante dalla conoscenza personale dei poeti contemporanei, mentre dall’altro le bibliografie erano talmente sterminate (il primo esame, Filosofia antica, contava 42 libri da preparare) che non avevo tempo di leggere altro o, se tentavo di farlo, ero preda di abissali sensi di colpa perché non stavo studiando.
In mezzo c’è stato l’incontro, piuttosto precoce, con “Intrapresa” di Gianni Sassi, cooperativa che editava Alfabeta e La Gola, e che poi sarebbe arrivata a organizzare festival letterari leggendari, quali MilanoPoesia. Qui, l’incontro con il poeta Antonio Porta, che poi seguii in un corso di poesia, venendone seguito da lui a mia volta: lo considero, a tutt’oggi, il mio maestro letterario.
Continue reading “Miserabile intervista a Sul Romanzo”

blog

E’ in libreria “Il re” di Leonardo Colombati

leonardo_colombati_il_reMondadori ha pubblicato il nuovo romanzo di Leonardo Colombati, Il re (€ 18 per 141 pagine: uno scandalo, francamente).
Propongo l’intervista e anticipazione comparsa sul “Corriere della Sera”, che a me era sfuggita. Prima dell’articolo, ritengo opportuno riprodurre un frammento cinematografico, per collocare secondo suggestione il lavoro che immagino abbia compiuto Colombati sull’icona Gianni Agnelli, cioè un lavoro di immaginario shakesperiano a cui si oppone il frammento filmico (che suppongo polarmente opposto al lavoro poetico di Colombati): si tratta del servizio sul sequestro dell’Avvocato, mandato in onda dal tg immaginario e condotto da Marcello Mastroianni in un episodio di Signore e Signori buonanotte.
Qui sotto, dopo il video, il pezzo del “Corriere della Sera”.

E ora: Leonardo Colombati e Il re
Continue reading “E’ in libreria “Il re” di Leonardo Colombati”

Le teste

Uno dei livelli metaforici de “Le teste”: le morti bianche

teste_mediumLa decapitazione è un atto che ha assunto plurime stratificazioni culturali, di ordine simbolico. Resta il fatto che essa è, e letteralmente, decapitazione. E l’accadimento avviene a livelli ugualmente plurimi – per esempio, implicitamente politici. Come nel caso delle “morti bianche”. Proprio questo è uno dei piani che, nel libro Le teste, risultano impliciti o espliciti, a seconda dello sguardo che legge (già nel racconto La morte vuota avevo tentato un avvicinamento narrativo alla questione, per me centrale).
Quest’atto tragico si verifica continuamente nella storia umana. Per esempio, ieri, in Italia. Ecco la terribile notizia, la quale comporta anch’essa una lettura di tanti impliciti, in primis che cosa sia oggi il lavoro umano.
Continue reading “Uno dei livelli metaforici de “Le teste”: le morti bianche”

Le teste

Persistenza dissuasiva della Polonia ne “Le teste”

teste_mediumAnzitutto, un’informazione di servizio. Il prezzo al dettaglio de Le teste è in libreria 16.20 €, mentre on line continua a risultare di 18 €.
Pubblico qui di seguito un passo dal libro, per evidenziare certe retoriche di inserto che mi interessano. Segnalo che, circa le retoriche legate agli inserti, Le teste tenta di risultare un lavoro che opera cercando di chiudere una questione aperta tra me e la mia scrittura (e, dunque: si prescinde, come mi pare naturale, dagli esiti eventualmente artistici della strutturazione del testo).
In tale brano, si tratta del bennoto mio amore per la lingua e la sintassi polacca, che come si sa pratico da moltissimo tempo. La situazione: Guido Lopez deve urgentemente recarsi a Bologna, provenendo dai lidi ravennati. Sono assolutamente debitore a un prezioso amico scrittore per l’informazione circa il cimitero polacco alle porte del capoluogo emiliano.
Ecco. il passo in questione.
Continue reading “Persistenza dissuasiva della Polonia ne “Le teste””