Mese: dicembre 2010

Jacob Boehme: “Dialogo tra un’anima illuminata e una priva di luce”

Per decreto divino questa povera anima afflitta incontrò una volta un’anima illuminata da Dio e rinata, che così le parlò: “Che hai, anima dolente, da stare così inquieta e in pena?”.
[…]
“Non devi fare nulla, ma abbandonare la tua volontà alla propria disposizione. Così le tue cattive qualità si indeboliranno e sfrontate morranno, e tu ti tufferai con la tua volontà nell’Uno dal quale uscisti in principio. Tu, invero, giaci prigioniera delle creature: abbandona la tua stessa volontà e morranno in te le creature e le loro cattive inclinazioni, che ti trattengono perché tu non vada a Dio”.

Jacob Böhme

1. Una povera anima, vagabondando fuori dal Paradiso, raggiunse il regno di questo mondo, dove incontrò il diavolo che le chiese: “Dove stai andando, anima cieca?”.
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Milo De Angelis: QUELL’ANDARSENE NEL BUIO DEI CORTILI

I muri sono il luogo di un racconto minore
dove si parla di sangue e di anemoni, di sangue
inspiegabile che bagna la parola, qualcosa
che ci getta negli oceani e nel peso
nudo del lampo, ma poi ritorna qui, alla radice
di una stanza e di una donna,
quell’idea sovrana e incenerita
che ci ha tenuti per un verso.

* * *

Via Selvanesco

Fu il rosa tenue del cielo, la salmodia
dei corpi vivi nella risaia, fu quel
presente di spighe
che la terra sprigionava
per noi, pattuglia di due anime:
come rintocca quell’ ostinato
silenzio dei crepuscoli,
tu ritorni da un refolo di vento
Con una sciarpa viola ti alzi
dalla risaia e mi raggiungi, drastica presa
che tiene congiunti: c’è ancora un grido
tra i chicchi incantati e consenzienti
e ogni cosa per noi sembra creata.

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Elio Grasso su PULP: i “Cammelli Polari”

Critico e poeta tra i più notevoli in Italia, Elio Grasso è anzitutto un amico dai tempi in cui lavoravo a Poesia, la rivista di Crocetti Editore. Imbarazzato per questa bellissima recensione che ha scritto per il magazine Pulp Libri, lo ringrazio. gg

Intervista ad Anselm Kiefer

“Di notte mi sposto in bicicletta da un quadro all’altro”
[Intervista ad Anselm Kiefer sul ciclo “Jason” e “Das Goldene Viels” – Süddeutsche Zeitung Magazin n. 46, 16.11.1990 – Intervista realizzata da Christian Kämmerling e Peter Pursche – traduzione e cura di Matteo Zadra]

SZ: Il viaggio degli Argonauti, che lei racconta nelle precedenti venti pagine, è un mito fortemente militare. Lei lo fa invece iniziare innocentemente da un incontro pomeridiano per il caffè…

K: Sì, voglio inserire questa storia in un contesto altamente banale e quotidiano. E proprio così è incominciato: stavo seduto con i miei collaboratori al tavolo a prendere caffè e dolcetti, e, dopo aver mangiato, improvvisamente il piano del tavolo stava davanti a me come un campo di battaglia: tazze vuote, avanzi nei piatti, briciole, tracce. Ecco: un tavolo da caffè tedesco – qualora si prenda il caffè nel modo corretto – lascia emergere Giasone.
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Oltre la lettera: ‘Lord Chandos’

Molto, ma molto più che così, oltre, davvero molto oltre, quasi sorridendo di quei pregressi stati:

entrare in un nuovo toccante rapporto con tutto ciò che comunque pulsa, solo che principiassimo a pensare con il cuore

una lingua delle cui parole neanche una mi è ancora nota, una lingua in cui le cose mi si manifestano, e nella quale forse un giorno mi troverò a rispondere nella tomba

Hugo von Hofmannsthal – La lettera di Lord Chandos [pdf 178k]