Mese: gennaio 2013

Un inedito: ‘Summa’

di GIUSEPPE GENNA

Summa

Inoltre, è pur qualcosa che permane, mentre i contrari non permangono.

E’.

Tutte le cose erano insieme in potenza, ma non in atto.

E’ che erano.

Esistono forme ideali distinte dalle cose di questo mondo, quali sono, ad esempio, fuoco, carne o testa.

Dobbiamo ora parlare di quest’ultima, la sostanza immobile, e dimostrare che necessariamente esiste una sostanza immobile che è eterna.

Neppure Platone è in grado di spiegare quale sia quello che talvolta egli reputa principio del movimento, vale a dire “ciò che muove se stesso”; secondo lui, infatti, l’anima è posteriore al movimento ed è coeva all’universo fisico.

Questo moto è la conversione circolare.

Il termine “necessario” si usa nelle tre accezioni seguenti: come ciò che per violenza è, perché si oppone all’impulso naturale; come ciò senza di cui non può esistere il bene; e, infine, come ciò che non può essere altrimenti da come è, ma solo in unico e semplicissimo modo.

Singer_Sargent,_John_-_Atlas_and_the_Hesperides_-_1925E’ questo, dunque, il principio da cui dipendono il cielo e la natura. Ed esso è una vita simile a quella che, per breve tempo, è per noi la migliore.
Esso è, invero, eternamente in questo stato (cosa impossibile per noi!), poiché il suo atto è anche piacere. E per questo motivo il ridestarsi, il provare una sensazione, il pensare sono atti piacevoli, molto.

In realtà, il seme proviene da altri esseri anteriori che sono già perfetti.
La prima cosa non è seme, ma ciò che è già perfetto.

Io chiamo questo: il salto.

Si verificano traslazioni degli astri, che sono anch’esse eterne!, le traslazioni, e non gli astri.
Resta evidente che vi deve essere un uguale numero di sostanze che siano eterne per loro natura e immobili per essenza, oltre che prive di grandezza.

Esse sono i Regni.

Vaste Età, Circolazioni.

Da parte di antichi pensatori, vissuti in remotissime età, è stato tramandato ai posteri sotto forme mitiche che questi corpi celesti sono dèi e che la divinità contiene in sé l’intera natura.

Ma se si assumesse, separandola da tutto il resto, soltanto la concezione originaria, ossia la credenza secondo cui le prime sostanze sono divinità, si potrebbe reputare che gli antichi parlarono in modo divino e che, mentre verosimilmente ogni arte ed ogni filosofia si è più volte perfezionata fino ai limiti del possibile e poi di nuovo è andata perduta, quelle loro opinioni, invece, sono state conservate fino ai nostri giorni come reliquie!
Perché?

La natura dell’intelletto: sembra, infatti, che esso sia il più divino dei fenomeni.

Vi sono ostacoli.

Se esso non pensa nulla, si troverebbe nello stato di un uomo addormentato. Esiste un uomo addormentato?

Se pensa a qualcosa che sia diversa da se stesso, si troverebbe a dipendere da altro.

Qual è l’oggetto del pensiero? Questo o pensa se stesso o pensa qualche altra cosa.

Esso pensa la cosa più divina e veneranda!
Non muta mai il suo oggetto!

La continuità del pensiero che non si accorge di pensare se stesso gli procura fatica.
Di qui, la tragedia.

La vicenda intera della fatica.

Arrénditi, uomo.

Porzione dell’abbandono nella resa alla fatica.

Abbandono nella sconfitta. Chi sarebbe lo sconfitto?

Sconfitta dopo cui si vede non essere stata contesa, non contendenti, quindi non vi è sconfitto. Cosa fu quella sensazione di sconfitta? Dopo la sconfitta, questa domanda ha modo di sorgere?

Al quale il Maestro rispose: “Scopri chi sei e vedi se allora questa stessa domanda ha modo di sorgere”.