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September 30, 2015 at 05:45PM

Il biglietto che esplose.

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September 29, 2015 at 02:28PM

Quando passai a occuparmi più di prosa che di poesia, continuando ovviamente a occuparmi più di poesia che di prosa, Pier Vittorio Tondelli era venerato. Mi pareva, un tale fenomeno, assai prossimo alla surrealtà, invece era proprio all’altezza dell’italiano medio che ritiene di sapere e di concludere criticamente. La prosa di Tondelli è elementare, la narrazione è inesistente, quegli anni furono dominati da una cretinaggine di massa, previa alla fine di una qualunque società letteraria che avesse un senso.

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September 28, 2015 at 06:41PM


Tanto per fare comprendere cosa sia l’Italia, con l’inesistenza di un immaginario e di un tessuto sociale e di un comparto culturale, a fronte di quanto accade all’estero, e quindi di come sia diverso il tempo attuale che vivono gli italiani (e, tra costoro, anche gli scrittori italiani, gli intellettuali italiani) rispetto a quanto si vive fuori dall’Italia, ecco un raffronto emblematico per immagini. Scoprono le prove di un ciclo dell’acqua *attuale* su Marte – da noi Repubblica apre in un modo, mentre CNN apre in un altro, e con differenti modalità che saltano subito all’occhio. Da ciò si desuma perché qui io vivo male, vivo di merda, non parlo praticamente con nessuno e, le poche volte che parlo, mi danno dell’apocalittico o tout court del pazzo. Se non mi trovassi a lavorare esclusivamente grazie alla lingua che parlo leggo e scrivo, sarei all’estero da tantissimo, ammesso che mi trovi bene in questo presente ovunque, anche all’estero. Però mi trovo nel gomito della curva esponenziale, anche se il 90% dei miei supposti colleghi manco sa cos’è. Quindi mi trovo bene.

da Facebook http://on.fb.me/1Gcynqm

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September 28, 2015 at 06:41PM

Tanto per fare comprendere cosa sia l’Italia, con l’inesistenza di un immaginario e di un tessuto sociale e di un comparto culturale, a fronte di quanto accade all’estero, e quindi di come sia diverso il tempo attuale che vivono gli italiani (e, tra costoro, anche gli scrittori italiani, gli intellettuali italiani) rispetto a quanto si vive fuori dall’Italia, ecco un raffronto emblematico per immagini. Scoprono le prove di un ciclo dell’acqua *attuale* su Marte – da noi Repubblica apre in un modo, mentre CNN apre in un altro, e con differenti modalità che saltano subito all’occhio. Da ciò si desuma perché qui io vivo male, vivo di merda, non parlo praticamente con nessuno e, le poche volte che parlo, mi danno dell’apocalittico o tout court del pazzo. Se non mi trovassi a lavorare esclusivamente grazie alla lingua che parlo leggo e scrivo, sarei all’estero da tantissimo, ammesso che mi trovi bene in questo presente ovunque, anche all’estero. Però mi trovo nel gomito della curva esponenziale, anche se il 90% dei miei supposti colleghi manco sa cos’è. Quindi mi trovo bene.

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September 28, 2015 at 04:06PM

Alcune considerazioni sulla psiche nel nostro presente, nell’occidente che viviamo, rispetto all’epoca che percepiamo tanto invasa da nuovi protocolli e particolarmente quelli tecnologici.
Qualunque sintomatologia psicopatologica è oggi mutata, non dico rispetto ai tempi di Freud o di Lacan, ma anche rispetto al decennio scorso. Non esiste più la nevrosi. Non si tratta nemmeno di borderlining leggibile. In pratica, il sintomo è aleatorio, il disagio è reale, spesso si esprime per via psicosomatica, la migrazione dei sintomi è continua. Nella negazione di ciò che enunciava la psicoanalisi freudiana, si trova la conferma a quella: il sintomo migra, ma la causa non è né unica né composita. L’eziologia è in stato nebulare, esattamente come la forma del contemporaneo in qualunque applicazione di ordine umanistico e in particolare in ciò che anche solo vent’anni orsono fu la letteratura e ora non è più. La microdissociazione è la macrodissociazione. Gli attacchi di panico, di cui soffre in maniera epidemica la popolazione giovanile italiana, non sono attacchi di panico (e infatti li si cura inondando legioni di pazienti con una benzodiazepina, il Rivotril, che non cura affatto il panico). Il paziente non è più paziente ed è paziente assoluto, come mai non è stato. O la disciplina neopsicologica si occupa di non essere una terapia, come una sorta di farmacologia senza psicofarmaco, e mira a fare emergere un legame di senso tra individuo e realtà, o la psicologia tutta è finita. Sia chiaro che non si considera qui nemmeno nominabile quegli accrocchi orrendi che sono è la consulenza filosofica e il counseling: qui parlo di una riforma seria della psicologia e del passaggio a un ordine per cui non esiste la psicoterapia per come è concepita oggidì. Qualunque disagio di ordine psicopatologico sarà emendato, nelle prossime generazioni, da un’impiantistica che oggi immaginano scienziati a cui danno dei visionari e che, lo si vedrà entro pochi anni, non lo erano: avevano ragione. Resterà il problema del senso, che non sarà curabile terapeuticamente. E’ questo lo sviluppo della neopsicologia e il passaggio fondamentale alla sperimentazione dello stato di semplice coscienza.

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September 28, 2015 at 04:06PM


Alcune considerazioni sulla psiche nel nostro presente, nell’occidente che viviamo, rispetto all’epoca che percepiamo tanto invasa da nuovi protocolli e particolarmente quelli tecnologici.
Qualunque sintomatologia psicopatologica è oggi mutata, non dico rispetto ai tempi di Freud o di Lacan, ma anche rispetto al decennio scorso. Non esiste più la nevrosi. Non si tratta nemmeno di borderlining leggibile. In pratica, il sintomo è aleatorio, il disagio è reale, spesso si esprime per via psicosomatica, la migrazione dei sintomi è continua. Nella negazione di ciò che enunciava la psicoanalisi freudiana, si trova la conferma a quella: il sintomo migra, ma la causa non è né unica né composita. L’eziologia è in stato nebulare, esattamente come la forma del contemporaneo in qualunque applicazione di ordine umanistico e in particolare in ciò che anche solo vent’anni orsono fu la letteratura e ora non è più. La microdissociazione è la macrodissociazione. Gli attacchi di panico, di cui soffre in maniera epidemica la popolazione giovanile italiana, non sono attacchi di panico (e infatti li si cura inondando legioni di pazienti con una benzodiazepina, il Rivotril, che non cura affatto il panico). Il paziente non è più paziente ed è paziente assoluto, come mai non è stato. O la disciplina neopsicologica si occupa di non essere una terapia, come una sorta di farmacologia senza psicofarmaco, e mira a fare emergere un legame di senso tra individuo e realtà, o la psicologia tutta è finita. Sia chiaro che non si considera qui nemmeno nominabile quegli accrocchi orrendi che sono è la consulenza filosofica e il counseling: qui parlo di una riforma seria della psicologia e del passaggio a un ordine per cui non esiste la psicoterapia per come è concepita oggidì. Qualunque disagio di ordine psicopatologico sarà emendato, nelle prossime generazioni, da un’impiantistica che oggi immaginano scienziati a cui danno dei visionari e che, lo si vedrà entro pochi anni, non lo erano: avevano ragione. Resterà il problema del senso, che non sarà curabile terapeuticamente. E’ questo lo sviluppo della neopsicologia e il passaggio fondamentale alla sperimentazione dello stato di semplice coscienza.

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