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October 23, 2015 at 12:12PM


ETERE DIVINO RIGETTA IL BAROCCO

La vita, come si sa, è sogno: ma etericamente divinamente non è specificato se incubo o, perfino, polluzione notturna. Il grande carro e il piccolo combuttavano, mentre gli zingari, gitani e gipsy, si abituavano ai loro forti afrori, girovagando per l’assonnato continente, coi loro carri stracarichi e le carovane fatte di un carro dietro un altro carro e così all’infinito, fermandosi ora qui e ora in Francia, quando ancora esistevano i “franzosi”, sempre allo stesso modo, tanto che non sai se definirli stanziali o altro, ché a furia di andare di continuo si arrestavano su quella linea curva e ingarbugliata, che fa la storia e il corso dell’evoluzione zingaresca su questo globo terracqueo. Intanto, mentre i rom non se ne stavano fermi un attimo o per sempre, le cellule del Etere Divino venivano coagulandosi, di generazione in generazione, come quei soloni, quei salomoni biblici, tutti con delle barbogie di Assurbanipàl, quei patriarchi che hanno fatto le scritture sacre e i vincoli perenni, tra di noi e il pianeta. Quindi ce lo trovarono da allora al futuro, a noi, Etere Divino, strapieni di aspartame da tutte le parti, quando cediamo allo sbadiglio e richiudiamo il libro dei sogni, nell’ora che si quietano i placidi armenti dopo il faticosamente avere fatto pascolo.Questa prosa, scusate, indigna.

(da “Etere Divino”, di Andrea Gentile e Giuseppe Genna, il Saggiatore, copertina bellissima, euro 18, http://amzn.to/1OM0zsq)

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