Ciao ciao alla letteratura contemporanea

Ieri passo in libreria e trovo un breve testo di Victor Hugo, “L’arte di essere nonno”, e penso al solito libretto facile e tenero. Apro una pagina a caso, la 35, e leggo: “Dio fornisce materia alla critica. Egli non è sobrio. E’ ridondante, frenetico, sconveniente; qui il nano, là il gigante, contemporaneamente; egli è enorme, non manca di nulla. Abusa dell’abisso e del prisma. Tutto: è troppo. Il suo sole va fino al gongorismo: luce eccessiva. Sì, Dio è veramente ineguale: qui la Siberia, là la Senigallia: dappertutto l’antitesi!”. E mi sono detto: ciao ciao alla letteratura contemporanea – meglio: addio alla letteratura contemporanea.

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