E’ in libreria ASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILE (versione 3.0)

E’ in tutte le librerie, nuovamente disponibile dopo anni, il libro Assalto a un tempo devastato e vile, nella sua terza versione. L’editore, che immensamente ringrazio, è minimum fax. Il numero di pagine, quasi raddoppiato rispetto all’ultima edizione, ammonta a 323. Prezzo: 15 euro. La copertina è un’illustrazione di Riccardo Falcinelli. Sotto l’immagine, un estratto dalle prime pagine delle nuove sezioni.

Dalla sezione inedita: RADIAZIONI DALL’EPOCA DEL TRAUMA

Si sfarinarono i libri, la sabbia invase la gola, ottuse l’esofago, mi dissi «Racconta le storie!, agita i ritmi!, la tua lingua che batte sul tamburo e si insinua nelle orecchie degli umani che vuoi colpire, che odi e che ami, che tradisci e desideri spingere oltre se stessi non sapendo te stesso cosa sia, senza padre né madre fingendo uno sguardo complice di omicidio, intenzionale, sparando nella vista interiore i tuoi stili e le tue immagini, e congiungendoli tutti in una comunità che ti abbracci, la madre e il padre che hai supposto di non avere e invece avevi» e la rabbia si estinse, lasciando il posto vuoto del terrore che è vuoto, immensamente vuoto: un intervallo privo di appigli, vitrea pista dentro un etere di gelo, e dentro la sostanza penosamente cristallina vidi il mondo per quanto era: l’ultima barriera la percezione.
Accadde questo.
Da anni io lavoravo a questo: lavora a disciogliere i nodi che il Bambino Interrotto non ha potuto districare al momento – sempre fatale il momento.
Abbandono.
Pianto senza consolazione alcuna.
Inane paura di sconvolgimento, fine, morte, niente, mai.
Statua interiore di te stesso a cui mai tu corrisponderai.
Imprecazione infinitamente trattenuta.
Sete e fame e necessità di sonno sotto il nome cilestrino e violaceo: Amore Mancante.
Infinite piste curve nell’aria dove potere involare i sogni fecero di me l’uomo del pensiero e io lo scrissi: scrissi per questo. Le pagine precedenti, scrissi, con l’energia disperata di chi non ha niente da perdere poiché è all’inizio, che è la condizione umana più simile alla fine.
Ammassi stellari all’inizio tanto simili al risucchio a frammenti abnormi delle cosiddette supernove.
Poiché scrivere mi pareva fosse forse già lavorare su di me stesso, io ritenni indispensabile un alibi all’intelligenza: fu ogni maschera indossata, espressa, esposta nel repertorio e nel teatrino di marionette allestito per conto dei bambini adulti, degli io scioperati, degli orizzonti mobili come schiene di bufalo sulle cui piste immaginali correvo la mia corsa fallimentare, nello sdegno e nell’assenza di riposo, la mente in divaricazione del corpo e l’assalto come unica retorica, così io feci, assalendo organismi a zanne e ossa di frassino e papille esplose: gli armadilli umani…
Leggevo miscredendo: una forma più sottile e insidiosa del credere a qualcosa.
Ciò costituiva la mia finzione; e quella di chiunque…

Annunci

Wuz.it: Minimum Fax e Giuseppe Genna, un nuovo libro arriva davvero

INTERVISTA A MINIMUM FAX
da Wuz.it

Basterà aspettare Marzo 2010 quando tornerà in libreria Assalto a un tempo devastato e vile – Versione 3.0, libro cult di Giuseppe Genna, in un’edizione rivista, ampliata e arricchita di 150 nuove pagine che l’autore ha scritto di recente (a destra la copertina). Di questo e del sondaggio parliamo con gli amici di Minimum Fax.

Riassunto delle puntate precedenti: lo scrittore Giuseppe Genna lancia in rete un sondaggio per chiedere ai suoi lettori con quale editore preferirebbero che pubblicasse il suo prossimo libro. In lizza ci sono Einaudi, Guanda, Longanesi, Feltrinelli, Bompiani, Rizzoli, Marsilio, Baldini Castoldi Dalai, minimum fax, Un editore grosso per certi romanzi, un editore piccolo per altri. Al momento gli oltre 800 voti (a 1000 si chiude) hanno assegnato la vittoria all’editore romano Minimum Fax con quasi il 40% delle preferenze. E allora abbiamo chiesto agli amici di Minimum Fax (ringraziamo l’ufficio stampa Alessandro Grazioli) cosa ne pensavano di questa inizativa del Miserabile Giuseppe Genna.
Precisiamo che la scelta di pubblicare di nuovo Assalto a un tempo devastato e vile è avvenuta in tempi precedenti al sondaggio ma siamo contenti che in qualche modo per uno strano gioco del destino le preghiere dei lettori siano state esaudite.

Come avete accolto in minimum fax l’iniziativa di Giuseppe Genna?

Con curiosità. L’idea è talmente originale – e trattandosi di Genna non poteva essere altrimenti – che la nostra prima reazione è stata di assoluto stupore. Chiaramente seguiamo il sondaggio con lo stesso sguardo divertito che credo abbia Giuseppe.
Continua a leggere “Wuz.it: Minimum Fax e Giuseppe Genna, un nuovo libro arriva davvero”

A fine marzo, da minimum fax la versione 3.0 di ASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILE

A fine marzo, in tutte le librerie italiane e in alcune estere, viene pubblicato da minimum fax nel decennale della sua uscita Assalto a un tempo devastato e vile, nella sua terza versione, assai ampliata rispetto alla precedente (misura circa il doppio delle pagine rispetto alla precedente, uscita negli Oscar Mondadori e mandata fuori catalogo). Questa la copertina (ingrandibile con un clic), opera di Riccardo Falcinelli. A seguire, sotto, la bandella del libro, a cura di minimum fax.

Assalto a un tempo devastato e vile è il libro cult di Giuseppe Genna, l’opera che dieci anni fa, al momento della sua prima pubblicazione, fece gridare alla nascita di una voce potente e originalissima della letteratura italiana. Oggi questo piccolo classico contemporaneo torna in una nuova edizione riveduta e ampliata. Utilizzando le forme del racconto, del saggio, del reportage, Genna esplora il cuore delle città in cui viviamo e di un paese intero, componendo un vertiginoso mosaico del nostro tempo. Le storie, le parabole, le analisi, gli ammonimenti che Genna mise su carta sul finire degli anni Novanta oggi suonano paurosamente profetici. La degradazione delle periferie, l’impoverimento economico, il crollo della solidarietà e delle regole di convivenza, e soprattutto la desertificazione etica e spirituale di un intero popolo visti dalla lente deformante di una Milano fredda e inumana sono pugni nello stomaco difficilmente dimenticabili. Ma anche i racconti autobiografici, le riflessioni sulla letteratura, sulla religione, sui più scottanti temi politici e sociali, fanno di Assalto una bussola e un compagno di viaggio per tempi sempre più incerti.

Annuncio e corposa anticipazione: “Assalto a un tempo devastato e vile” in nuova edizione da minimum fax

mfbnE’ una delle per me più liete novelle: dopo l’estate, per i tipi minimum fax (già editore di Italia De Profundis), uscirà la riedizione, doverosamente ampliata, di Assalto a un tempo devastato e vile, nel decennale della sua prima pubblicazione.
La novella è per me lieta in quanto, del tutto idiosincraticamente, trattasi di un libro a cui molto tenni e molto tengo. E’ un oggetto per me piuttosto perturbante, perché, a distanza di 10 anni, molte cose sono mutate fuori e moltissime dentro. All’edizione precedente, che Mondadori ha liberato nei diritti riconsegnadoli all’autore, si va a scontrare una differenza oggettiva e soggettiva in termini di testualità – e cioè di sguardo e retorica, di psiche e di lingua – spirituale, cioè. La nuova sezione dovrebbe intitolarsi Assalto a un io devastato e vile e pone non poche domande circa l’eventuale continuità con un paradigma stilistico di cui, a oggi, non sono più capace. Sono capace di altro e di ciò, il più onestamente che potrò, mi accingo a dare testimonianza.
Tutto ruota intorno alla “Zona Paterna” per come Wu Ming 1 l’ha delineata qui, con un appello a cui non è per me possibile non rispondere.
Da questa sezione, ecco la corposa anticipazione promessa. A parlare non sono io; è mio padre, Vito Antonio Genna, che scrive per davvero queste parole, nel ’64:

“[…]
7 dicembre 1964
Viale Lucania. Tenue strappo verso lo Zenith, a figurare il Golgota di un Cristo senza Croce. La sua passione è nell’incavo del cuore, nessuno può vederla. Ritorna dalla festa dell’amore. Il bavero addossato alla nuca. Ride sul Golgota. Zufola l’ultimo motivo di Luigi Tenco. Gli occhi, lucidi, brillano di un’ubriachezza consumata. La Pasqua non è più violenta Passione per colui che torna dalla festa dell’amore. Profanatore del sacro silenzio notturno. Conta le ultime stelle. Notte calda, notte eterna. Viale Lucania è una lunga discesa verso il consueto mondo tiepido delle rotaie tramviarie, verso i meandri di un quartiere popolare, Calvairate, i barboni iniziano il giorno nella notte.
Mi infilo in un androne buio, vado a morire beatamente nel letto mio.
Privazione della Crocifissione.”

Mi sia permesso da ora un enorme ringraziamento a Marco Cassini, Daniele Di Gennaro, Martina Testa, Alessandro Grazioli, Nicola LaGioia, Christian Raimo e tutti i “minimi” per questa occasione che mi danno.
Ovviamente, intorno all’edizione minimum fax del decennale di Assalto a un tempo devastato e vile, su questo sito ripetutamente ritornerò, con considerazioni, ragionamenti e segnalazioni (quella, per esempio, inerente la data precisa dell’uscita post-estiva), sperando di non importunare i Miserabili Lettori.

Recensioni ad ‘Assalto’

Andrea Bajani, l’Indice
Giuseppe Genna appartiene a quella schiera di scrittori inesausti, adrenalinici, iperproteinici non tanto – o non soltanto – nella forma quanto nella rabbiosa e inappagabile spinta a mettere in campo (e a prendersi la responsabilità di) una voce autentica, la propria voce. Scindere, erigere palizzate tra il furore del Genna critico letterario sulle pagine telematiche di clarence.com e il periodare vitaminico, teso, eccitato dell’autore di Assalto a un tempo devastato e vile non renderebbe giustizia all’operazione intellettuale, ancora prima che artistica, dello scrittore milanese. La silloge di racconti, riflessioni e contributi critico-speculativi di Genna restituisce l’immagine di un autore appassionatamente anacronistico, se anacronistica oggi è la negazione appassionata di un’euforia del presente. Lungi da qualsiasi agiografia dei diseredati, l’autore di Catrame (Mondadori 1999) china il suo bisturi nelle periferie metropolitane degli anni Settanta, in territori di degrado e violenza, tra le piaghe italiane del terrorismo, tra le pieghe ignorate di una Milano torpida. Il risultato è un libro ibrido, cattivo di quella cattiveria indispensabile a chiunque voglia tentare inversioni a U nell’ora di punta, eppure in qualche modo denso di sentimento, di partecipazione.

Continua a leggere “Recensioni ad ‘Assalto’”

‘Assalto a un tempo devastato e vile’

assaltopbostore.jpg

ASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILE
Oscar Mondadori
€ 6.80
2002 [edizione peQuod: 2001]

ibs.jpg

bol.jpg

Periferie chimiche e degradate tanto quanto le vite che le abitano, figure di attori anonimi e feroci di una vita metropolitana che sta sotto gli occhi di tutti e che nessuno osserva, rifiuti tossici, fame, lotte occulte: è il teatro disumano di cui si parla in questo libro. Gli snodi della tangenziale milanese assistono impassibili a vicende impressionanti di sottovita; Primo Moroni muore e con lui un intero universo; un uomo viene disseppellito davanti agli occhi di un bambino, a dieci anni dalla morte, ed è spaventosamente intatto; un commesso della Rinascente prende a schiaffi Pippo Baudo in un punto imprecisato degli anni Settanta; in una Sicilia diafana si consuma la più bella storia d’amore della Prima Guerra Mondiale… In questo nuovo libro, composto da racconti in parte autobiografici, in parte di pura fantasia, in parte a metà strada tra il saggio e le proiezioni post-cyberpunk, Giuseppe Genna ci narra di una realtà grottesca e durissima, quella in cui viviamo, che dietro le apparenze di una scontata normalizzazione nasconde le crepe del dissenso e della ribellione. Per raccontare il presente, Genna sente il bisogno di fare i conti con quelle generazioni – oramai del tutto estinte – che per decenni sono state la coscienza morale e sociale del nostro Paese: riscopre quindi il retaggio prima contadino e proletario poi dei nonni; la voce forte e chiara di Franco Fortini e del suo mondo, in tutto l’impatto storico e poetico, nel racconto dedicato al ricordo dell’anarchico Primo Moroni; o anche l’umanità disperata e titanica che lavora nei centri di smistamento dei corrieri internazionali; oppure quella gioventù disperata, tossica e autodistruttiva ma alla ricerca di un’insostenibile libertà “pagata con orribili morti violente”, che in alcuni casi estremi ha affrontato il vortice del terrorismo armato.
Al termine di questo viaggio, Genna arriva alla consapevolezza che “un diorama di tempi non miei continua a vorticare alle spalle”: attratto dalla conoscenza di questo “mondo sepolcrale”, di “quanti uomini morti dormono in noi”, trova in esso un rimedio contro la noia e l’indifferenza. Da questo ripercorrere un passato drammatico a noi molto vicino, raccontandolo con disincanto e onestà, l’autore ricava, nonostante tutto, una lezione di “enorme speranza”.