“True detective” e il nuovo libro

Ho finito le bozze e mi sono accorto che, in un capitolo scritto in stile giornalistico (si tratta di una cronaca abbastanza peculiare) avevo aperto una parentesi, ipotizzando la costruzione di un thriller a partire dai fatti criminali di cui andavo appunto scrivendo. Si tratta, in questa veloce parentesi, della trama abbozzata di un romanzo nel romanzo, praticamente identico a “True detective” per personaggi temi e strutture. Non è una parentesi lunga e me ne ero totalmente scordato. “La vita umana sul pianeta Terra” è stato consegnato a Mondadori a inizio gennaio 2014, quel capitolo era stato scritto ad agosto 2013. Leggerlo nelle bozze mi ha turbato. Anche il fatto che io abbia scansato a priori, e abbastanza sdegnosamente, la possibilità di narrare “alla” “True detective” mi ha turbato. Per annichilire il turbamento, mi dedico a un riassunto per video del serial tv più artistico a cui abbia mai assistito, “True detective” appunto. Serve anche a supportare un piccolo lavoro che, con un amico scrittore, sto per realizzare intorno alla serie…

Annunci

Correggere le bozze de “La vita umana sul pianeta Terra”


Correggere le bozze de “La vita umana sul pianeta Terra” è esaltante e orrendo. L’ultimo libro che scrivo sul male affatica la revisione e gli occhi sono stanchi, bendati di stanchezza. Tutto è compresso e sospettabile. Cautamente vanno suturate le ferite del testo e aperte altre lesioni. Vanno inflitti colpi, che provochino ematomi. Tutto ciò è secondario, impercettibile quasi, ma alimenta un clima del testo. E’ esaltante infliggere tagli, estrusioni dell’io, rimpolpamenti. Il regno del testo è un’esperienza intensa. E’ un libro breve, compatto, va affrontato a sangue freddo. Il sangue testuale è fatto di ritmi e immagini, di allusioni e silenzi, una fonica mentale che è in contrappunto alle strutture. E’ bello e fa schifo. La pena trascina avanti la lettura, alcune volte si aprono chiari di bosco, nella selva del testo. E’ ciò che di centrale ho nel mondo qui e ora, e mi spinge ad abbandonarlo. Strano nomadismo, strana permanenza…

da Facebook http://ift.tt/1pkDETO

Le bozze de “La vita umana sul pianeta Terra”

Evviva! Sono arrivate da Mondadori a casa mia le bozze del nuovo romanzo, “La vita umana sul pianeta Terra”! Esce a maggio! Compràtelo fin d’ora. Adesso mi chiudo per tre giorni in un silenzio tombale, poi esco risorto dalla tomba, con un corpo di Gloria, la quale mi piace anche, ma vuole dei figli, nemmeno è Gaynor o Guida. W le bozze! W “La vita umana sul pianeta Terra”! E’ un libro fantastico, definitivo, W.

Il nuovo libro in Strade Blu Mondadori


Ierisera, per discutere del romanzo in uscita a maggio, sono stato a cena con il mio editore, accoccolandomi nella calma acuzie della saggezza mondadoriana, stemperata nel blend del moscato, discutendo del testo, degli apparati, della narrazione italiana e straniera in questi anni strani. Mi viene mostrata la copertina del nuovo libro: mi pare bellissima, la grana grossa dell’immagine in bianco e nero, l’incertezza del volto segnaletico, il bollo felicemente fuori giri dell’amata collana “Strade Blu”, uno stupendo font per il titolo a tutta pagina, “La vita umana sul pianeta Terra”, come a dire: il nero, il male, “a sangue freddo”, oggi è questa cosa, “il sangue è randagio”, è questo il “furore” gelido che cova ed erompe nella west land, è questa una possibile meditazione sulle cose morte e sulla vita vivente, sul vuoto che occulta e il vuoto che accoglie. Adesso devo rilavorare sei passaggi che il mio editore evidenzia come distonici o troppo oscuri, e ha ragione, si tratta di lasciti di “Fine Impero”, residui psichici, scie chimiche mentali che si sovrapponevano a ben altro protocollo narrativo e stilistico. Sono dunque fortunato: per me l’editoria è questa cosa che ho sperimentato ierisera. Quell’editoria è stata parte della mia formazione. E continua a osservare le forme, continua a molare, compie ricursioni in me, si esprime a tutt’oggi, ancora ne vedo le spaccature interne, quelle feritoie che mi indussero a pensare che c’era una terza via tra prosa e poesia, tra narrazione e tragedia, tra saggio e finzione, tra apparenza e assenza. Così, volante e tutto sommato priva di conseguenze pratiche, volevo esprimere la mia gratitudine, qui, dove evaporano tante parole e si sta in un continuo vacuum verbale e in una impermanenza emotiva che mi impressiona. Quindi: grazie…

da Facebook http://ift.tt/1dWj5eN

Videotestamento e congedo finale dello stragista norvegese

di GIUSEPPE GENNA

breivik-prison-conditions-complaint-390x285

[Il testo di questo monologo è stato scritto nel settembre 2011, in vista di una possibile interpretazione di Fabrizio Gifuni per la regia di Davide Manuli, che avrebbe girato il corto con le restanze della pellicola utilizzata per “La leggenda di Kaspar Hauser”. Il progetto, non realizzato, avrebbe quindi innescato la scrittura di un testo completamente differente, cioè il soggetto di un film, “Europa”, per la regia di Manuli, protagonista Gifuni medesimo. Anche questo progetto non andò a buon fine. Nel frattempo, avveniva lo sviluppo e la stesura de “La vita umana sul pianeta Terra”, progetto che è stato realizzato]

 

Voce unica maschile

 

[Inoltre la dottrina per la quale il] rapimento non deve recare vantaggi, discutibile già nei casi comuni, dove il danno del rapito è estremamente probabile, non regge in circostanze politiche, dove si provocano danni sicuri e incalcolabili non solo alla persona, ma allo Stato. Il sacrificio degli innocenti [in nome di un astratto principio di legalità è inammissibile]

 

Non riesco a immaginare quale sarà il mio stato d’animo durante l’operazione. Probabilmente scatterà durante un ciclo di steroidi e, per di più, sotto l’effetto di efedrina.

 

Nel discorso che oggi devo tenere e che mi occorrerà tenere qui forse per anni, io avrei voluto insinuarmi surrettiziamente

 

Bisogna continuare, non posso continuare, bisogna dire parole finché ce ne sono, bisogna dirle finché mi trovino e dicano loro me – strana pena, strana colpa, bisogna continuare…

 

Il desiderio dice: “Vorrei che fosse tutto intorno a me come una trasparenza calma, profonda, indefinitamente aperta, io attendo e gli altri rispondono, le verità si alzano da sole a una a una”

 

L’istituzione risponde: “Rendo solenne il tuo esordio, vi attornio tutti di un cerchio di attenzione e di silenzio, mentre mastico l’efedrina e vi uccido, a una a una”.

 

L’istituzione risponde:

 

“Mia sorella ha avuto cinquanta partner, il mio patrigno cinquecento, mia madre ha contratto un herpes genitale, metà delle amiche mie a Oslo – sì – possono essere definite promiscue – sì – perché hanno avuto più di venti relazioni intime”

 

Mi sono genuflesso, ho strisciato per anni, ho baciato il culo ai miei [genitori]

 

Tu: striscia. Nano che vuole essere re. Ondeggiano sul fondo, si piegano i Faraoni.

 

Tutti i sacrifici che hanno fatto per me i miei genitori si sono dissolti come acqua nel terreno. Quanto avrei potuto dare per amore… Troppo tardi: è morto lentamente come un albero. Più si è vicini a Cesare e più aumenta la paura.

 

Dammi la cenere, dammi le legioni.

 

È necessario presentarsi nelle migliori condizioni possibili e produrre materiale comunicativo di alta qualità prima delle stragi.

 

La preparazione di una sessione fotografica non può prescindere dalla cura dell’aspetto fino nei minimi dettagli. Consiglio di tagliare barba e capelli, sottoporsi a diverse sedute di lampade solari e a un intenso allenamento per almeno i sette giorni precedenti le foto dopo le stragi. Sarebbe utile recarsi in un salone di bellezz[a per uomo.]

 

Dio che mi hai fatto verme, io ti dissolverò. Lo spavento mi adora e, verme, ho i miei pontefici.

 

Sopprimo i tuoi testimoni

 

Uccido a una a una le mie figlie.

 

Nel nero cielo dei mondi più malati, bisogna, nell’Oceano celeste, che la nave fatta di stelle si squarci e sprofondi, alla fine.

 

Nei porti del cielo l’uno cade, l’altro muore.

 

I raggi, io li scorgo. I raggi, io li raccorcio.

 

La demolizione, questo è il mio diametro

 

Un poco più vicino a te, o Arcadia