Il nuovo romanzo: contro l’immaginazione, contro il morboso

Tra poco, per necessità polemiche, sarò costretto a svelare definitivamente il soggetto del nuovo romanzo, in uscita presso Mondadori nel gennaio 2008. L’argomento affrontato è talmente estremale che, a fronte di un prestigioso bestseller che sta per essere pubblicato in Italia, sarò costretto, per imperativo categorico e politico ed estetico, a prendere posizione contro l’impianto inventivo, molto celebrato, di tale lavoro, che costituisce esattamente l’opposto polare, e per me immorale, della posizione poetica che ho assunto nell’ingaggiare un’opera di riflessione esorbitante il poetico stesso, come nell’officina riguardante il nuovo libro ho ripetutamente spiegato.
Il nucleo della questione sta proprio nell’estremalità della rappresentazione. Per il momento mi sposto in altro àmbito, cioè quello cinematografico, riproducendo un bell’articolo di Attilio Scarpellini da Lettera 22, che riguarda un confronto/scontro tra Godard e Lanzmann. Io sto dalla parte di Lanzmann, che è il magistrale Virgilio a cui non mi è possibile rinunciare, colui che traccia il discrimine tra la moralità dell’arte e il suo degrado sottile e di successo – un degrado che getta nell’incomprensione la tragedia e la trasforma in una mitologia grazie a una spirale di ascendente morbosità dovuta alla finzione…

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