Da applicarsi e seguire, Giuseppe Genna, ponendo attenzione sulla metafora della musica a cui si fa indicazione, molto più complessa di quanto possa apparire superficialmente:
“Riflettete su tutto ciò che avete desiderato fino ad ora: troverete di avere bramato soltanto cose spregevoli, onorificenze momentanee, fama effimera. Dovreste invece implorare soltanto per sentire d’essere, per la purificazione del corpo, della psiche e della mente, e per la vostra meta; voi dovreste piangere per i Sei Cobra che si sono installati nella vostra mente corrompendola con il loro veleno: concupiscenza, rabbia, avidità, attaccamento, orgoglio e malignità. Placàteli come fa l’incantatore di serpenti ondeggiando il flauto; la musica che li può domare è l’attenzione alla sensazione di essere. Allora essi diventano dei giochi da bambini e potete gestirli come vi piace. Quando li avrete messi a terra otterrete l’equanimità e rimarrete imperturbati dall’onore e dal disonore, dal profitto e dalla perdita, dalla gioia e dal dolore”.
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