blog · La vita umana sul pianeta Terra

Alla Triennale con “La vita umana sul pianeta Terra”.

Non mi ricordo da quanto tempo non leggevo in pubblico: secondo me, da anni. Ho letto ierisera un brano da “La vita umana sul pianeta Terra”, alla Triennale, dove ho partecipato a un incontro sulle periferie, organizzato da Milano Arch Week, sotto l’egida di Stefano Boeri (nell’immagine è la sagoma alle mie spalle), insieme a Paolo Vari (il regista di “Fame chimica”, realizzato insieme ad Antonio Bocola), ad Alessandro Robecchi e a Marco Philopat. La foto, che mi ritrae nelle improbabili vesti di rockstar, è di Enrico Sibilla, autore di uno dei testi per me fondamentali in questi anni, “Il libro dei bambini soli”.

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Una poesia di mio padre

Il tempo che era, in alcuni versi ritrovati di mio padre, Vito (nella foto, a una manifestazione, mano a mano con mia madre):

Quando la sera ci pasceva
di quei minuti muti
come le ombre che ci spiavano,
giocavano le nostre lacrime asciutte
l’obolo della disperazione.
Eppure era quello il tempo
che dicevamo delle intuizioni
che asciugava la nostra
forza contro il muro
dei giorni spesi vigliaccamente
a pensare di noi stessi.
Come quando affidavi le promesse
all’oro scarno di una tessera rossa
e agli esili trofei di una agit pros.
Era quello il tempo
che dicevamo delle intuizioni
e che sapeva di tutto.
Era il tempo che cristianamente
offendeva i lezzi delle nere
notti di Spagna.
Era il tempo che contava
le sue trepide ore
con dialetti angolesi,
che beveva le lacrime
inebbrianti di Guillen
di Machado di Neruda.
Era il tempo quello
che dicevamo delle intuizioni,
Quello era il tempo di adesso.