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“History”: in libreria il 12 settembre

Il 12 settembre sarà in tutte le librerie “History”, il mio nuovo romanzo, edito da Mondadori. Nell’immagine: il piatto di copertina (qui il pdf), di cui svelerò l’autore, a cui tengo davvero molto. Qui di seguito, il testo in aletta:

“Anno del Signore 2018: il mondo è trasformato.
Il futuro è crollato nel presente, aggiornandolo e mutandolo. L’accelerazione tecnologica riconfigura tutto e tutti. Le macchine e gli algoritmi si candidano a mutare geneticamente il pianeta e l’umanità. Nulla e nessuno è indenne: il lavoro non è più lavoro, il denaro è puro fantasma, la specie umana è pronta a ibridarsi, persino la biologia rischia di non essere più biologica e la Storia non è più storia.
Nella città più avanzata d’Italia si è installato un tecnopolo, in cui sta vedendo la luce un nuovo tipo di mente: un’intelligenza artificiale misteriosa e incomprensibile, a cui gli umani lavorano con dedizione cieca e speranze supreme. In questo bacino occidentale prospera allo stato bacillare il personaggio di uno scrittore, disoccupato e privo di qualunque riconoscimento, che riesce a trovare l’ultimo lavoro: interagirà, a vantaggio della mente artificiale, con una bambina altrettanto misteriosa, History, figlia di un tycoon della finanza, che soffre di una forma di autismo assoluto. L’intelligenza artificiale è molto interessata ai modi in cui History sente e reagisce alla realtà, vivendo in se stessa scene terrifiche e visioni infernali, dominate dalla presenza di una Trista Figura, ovvero lo Slenderman, una sorta di Uomo Nero che la invita alla scomparsa. In una deflagrazione di complotti e di sorprendenti svolte, il teatro umano che agisce in questo libro va incontro al momento decisivo nella storia della specie, entrando in un piano di realtà ulteriore, dove va in scena la verità di tutte le verità, un inedito horror della mente e dei corpi..
Per raccontare il futuro che sta velocemente alterando il nostro presente, la scrittura metafisica di Genna intraprende una sfida all’ultimo sangue con la materia e con la lingua della narrazione estrema, rappresentando una tragedia classica in forma di autofiction e di profezia. A partire da un antefatto visionario, che consegna al lettore un intero tempo italiano trascorso e che vale un libro all’interno del libro, History è un lungo e vertiginoso precipitare verso una scena assoluta, in cui si assiste all’ultima trasformazione: quella dell’umano in una nuova forma rivista e corretta, non meno commovente e demonica della precedente, a cui noi tutti ancora apparteniamo, ogni giorno sempre meno”.

Quindi la bio: “Giuseppe Genna è nato nel 1969 a Milano, dove vive. E’ autore di molti romanzi, tra cui Dies Irae, Hitler, La vita umana sul pianeta Terra, tutti editi da Mondadori.”

La comunicazione del sottoscritto e del libro è amorevolmente e rigorosamente curata da Valeria Frasca, Patrizia Renzi e Isabella d’Amico di d’F Agency. Per presentazioni, è possibile rivolgersi a me direttamente, oppure a Libri Mondadori.

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Il nuovo libro: fuori dalla storia

E’ un momento tale, è un tale passaggio storico, che non esiste più alcuna distinzione tra epica e lirica, elegia o fenomenologia. Qualunque *genere* è abolito nel suo potere prospettico. Per questo scrivere è divenuto per me occuparmi di un canto strozzato che riguarda me alla fine di un mondo e nel pieno del mutamento di ciclo. Ogni storia va a zero, per me, esistendo moltissime storie, tutte variamente interessanti o del tutto ininfluenti rispetto al paradigma di qualunque verità. La verità esiste, non è né vuota né piena, e le sere sfiniscono la forma della mia renitenza umana allo scorrere del tempo e all’attrito degli spazi. Il paradigma storico è abbattuto, non nella sua esistenza e prensione, quanto nel confronto con l’assolutezza delle domande metafisiche che il nuovo tempo impone, sempre più acceleratamente, e cioè cosa sia la coscienza, cosa sia in sé l’ordine della materia che è vuota, cosa impongono le altre dimensioni a cui andiamo a bussare (la morte fisica, lo spazio cosmico), etc. E’ uno stato horror a sempre maggiore intensità, in cui la paura fa *brutti* scherzi – almeno prima li faceva più belli. In questo horror ci muoviamo, respiriamo, siamo: siamo non più storia.
Tutto questo intende essere il libro.

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Incipit “History”

Correggere le bozze di un libro è revisionare se stessi, i moti dell’animo e le strategie della psiche, le aritmie cardiache e i prolassi interni. In un’epoca che non propala più lo stile come esperienza di conoscenza, facendo dello stile una riverniciatura della realtà gentrificata, la correzione delle bozze si pone al centro dello spettro che va dal narcisismo all’autopunizione. E si presenta, sempre più annichilente, un altro tipo di spettro, un autentico fantasma: che è il compiacimento del lettore, una tipica neurosi collettiva di questo tempo. Resistere a questi sommovimenti del tutto interiori, giudicati perlopiù come masturbazioni di un singolo disadattato o in cerca di successo, è penoso quanto esaltante. E tuttavia si va: cercando il senso, tentando la musica, dando il sempiterno addio alle sorelle parole, posponendolo sempre, un tale addio, anche se l’epoca mi dice che questo addio giungerà a uno stato effettivo di abbandono della lingua per come la intendiamo, delle immagini per come le abbiamo intese. Il libro si gioca su questo discrimine, che è la mutazione da noi tutti subita e che stiamo subendo. E’ il solito: buonanotte, bambini…