Non toccare la pelle del drago

La Cina era vicina

di MARCO ENRICO GIACOMELLI | da Exibart

Fa un certo effetto dire che questo romanzo risale a quasi dieci anni fa, ossia al 2003, l’epoca d’oro di quel che Federico Rampini ancora chiama “Cindia”, forse. L’arrembaggio è stato certo più soft di quanto alcuni paventavano, fra cui lo stesso Genna: “Tra dieci anni, il cuore del pianeta è Pechino. Pechino cresce al ritmo dei giorni. Sarà la nuova Parigi, sarà la nuova New York” (p. 146).
Ma, al di là di ciò, il romanzo di Giuseppe Genna, Non toccare la pelle del drago, resta un ottimo prodotto editoriale. E spiace che sia finito sostanzialmente fuori catalogo, perché di autori come Genna mica ne abbiamo tanti, nel suo “genere” e non solo.
Gente che scrive frasi del genere: “Fuori, è notte. Su Montecarlo sta scendendo una neve fina e leggera, e da nessuno visti vibrano al vento nelle tele i ragni” (p. 16).
E che, parlando d’arte contemporanea, mostra di essere bene informato. Tanto che il dottor Agrati, la cui moglie dà inizio alla catena di eventi, a pagina 72 risulta irreperibile perché si trova a Torino anziché nella natia Brianza, poiché è all'”inaugurazione di una pinacoteca della famiglia Agnelli” (il vernissage prosegue a pagina 87 e seguenti). E alle pagine 169-170 c’è una infilata di battute sul traffico clandestino di opere d’arte e di aneddoti più o meno scherzosi, come quello su Pomodoro, “uno che ha fatto gli accordi commerciali con una galleria importante, la galleria ha imposto a certe amministraizoni di metropoli di acquisire queste robe che ruotano su di sé quando si sposta il vento, ma il mercato gli è crollato quando una di queste ruote, in un giardino di Milano, ha stritolato tre bambini”. Genna continua ad andarci giù pesante, qualificando il Mamac di Nizza come “orripilante e provincialissimo” (p. 187).
Informato assai più della media dei suoi colleghi? Certo, al punto che Genna si occupa d’arte in maniera quasi professionale. Ultimo esempio, una bella intervista ad Anselm Kiefer pubblicata prima in Germania e poi sul suo blog.

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Non toccare la pelle del drago

Esce la nuova edizione di NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO

E’ arrivata ieri la copia staffetta della nuova edizione Oscar Mondadori (collana PBO) di Non toccare la pelle del drago (che in origine si doveva intitolare Gotha), terza stazione del calvario investigativo dell’ispettore Guido Lopez, qui in alternanza e opposizione all’agente CIA che si chiama (certe combinazioni della e sulla fiction…) James Cameron.
La copertina è finalmente rinnovata, per la volontà dell’attuale direttore degli Oscar, Luigi Sponzilli, uno degli editor che maggiormente stimo e che ringrazio davvero per il salto estetico che ha fatto compiere al libro.
Qui di seguito, un brano dal romanzo – la scena per me centrale, priva di qualunque spoiler -, per celebrare la ripubblicazione a sette anni dalla prima uscita.

* * *

GOTHA
[da Non toccare la pelle del drago]

Il Cinese – Principato di Monaco, 8 settembre 2002, 22:35

Lui è nel Gotha.
Sta assaporando questo: essere nel Gotha.
Lui è il Padrone di tutto questo.
E’ qui per fare una cosa – anzi: molte cose. E’ al di là del male e del bene, perché è qui soltanto per fare questa cosa e nel Gotha non esiste né il male né il bene. Chi giudica il Gotha?
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Non toccare la pelle del drago

Il Drago in Olanda va in paperback!

dragoolandesepocket.jpgNon toccare la pelle del drago ha ottenuto un agognato traguardo, nella cara patria olandese: è stato pubblicato nel catalogo degli economici dalla casa editrice Luitingh-Sijthoff. Sono felicissimo della notizia, il prezzo di copertina scende da € 18,95 (poi abbassato a € 12,50) dell’edizione hardcover ai € 7,98 di quella pocket. Dovrò fare ordine nella pagina dello Storefront. Per adesso, ecco i link:
bolnl.jpg De huid van de draak – pocket – € 7,98
bolnl.jpg De huid van de draak – hardcover – € 12,50

Non toccare la pelle del drago

Oggi il Drago esce in Francia!

Sono giorni eccezionali, per me, dal punto di vista editoriale. Dopo la notizia della ristampa del DIES IRAE (a solo una settimana e mezza dalla sua uscita), arriva oggi in tutte le librerie francesi La peau du Dragon [clicca sulla copertina per ingrandirla], versione transalpina di Non toccare la pelle del drago, pubblicata in hardcover dalla prestigiosa casa editrice Grasset, al prezzo di 20,90 euro (sono 409 pagine), nella traduzione di Johan-Frédérik Hel Guedji. Nella pagina dello Storefront, alla sezione dedicata ai titoli editi all’estero (a cui si è aggiunta la bibilio in inglese), sono già disponibili i link per eventuale acquisto o ricerca di informazioni presso Amazon e FNAC. La peau du Dragon è il terzo libro del sottoscritto che viene edito in Francia per i tipi Grasset, dopo Ishmael e Catrame (quest’ultimo, col titolo Sous un ciel de plombe).
minindexcatrame2.jpgA proposito di Catrame, ricordo che verrà presto messo, per me inesplicabilmente, fuori catalogo da Oscar Mondadori: se vi interessa, affrettatevi a comprarlo, sono gli ultimi giorni in cui i librai possono reperire qualche copia; c’è perfino chi mi ha chiesto di metterlo in Rete, ma il contratto non è ancora scaduto e non dispongo del testo elettronico (sebbene io sia stato contattato da persone, estremamente competenti dal punto di vista informatico, che si sono incazzate e sostengono che faranno qualcosa: non so cosa e me ne dissocio).

Non toccare la pelle del drago

Non tokkare la pelle tel Drachen!

E’ con teutonica gioia che si dà qui l’annuncio dell’uscita in Germania di Faß nicht an die Haut des Drachen, versione tedesca di Non toccare la pelle del Drago, il secondo thrillerone con protagonista l’ispettore Guido Lopez. Lo pubblica il colosso editoriale DTV, nella prestigiosa collana Premium, per la traduzione di Luis Ruby.
Si sta nel frattempo preparando l’edizione Oscar del Drago, che vedrà la luce in autunno. Prossimamente, un resumé delle recensioni ottenute in Olanda da De huid van de Draak (edito da Luitingh-Sijthoff), magari con l’aiuto del geniale traduttore Pieter van der Drift, uno degli organi pulsanti della personalità multipla Giuseppe Genna.

Non toccare la pelle del drago

Il ‘Drago’ vola in Olanda

Sul sito praticamente ufficiale del thriller in Olanda, Crimezone.nl, il gradimento per la traduzione di Non toccare la pelle del drago è alle stelle: molti i lettori che hanno espresso un giudizio, il 65% dei quali conferisce al libro il massimo del voto, cinque stelle. Addirittura De huid van de draak è incluso tra i dieci thriller più quotati su Crimezone, in una speciale classifica visibile qui, in compagnia bellissima, che va da Izzo a Dan Brown.
Pubblico qui di seguito due delle recensioni che il libro ha ricevuto: le pubblico in lingua originale, se qualcuno fosse interessato eventualmente a tradurle, sa come contattarmi… 🙂

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Non toccare la pelle del drago

Una mail su ‘Non toccare la pelle del drago’

Mi arriva una mail di Lucia, lettrice di Non toccare la pelle del drago. Siccome la sua lettura coincide totalmente con uno dei livelli di scrittura del romanzo, la pubblico e rispondo alla domanda finale che Lucia mi pone. Ecco il testo della mail:
Chi regna è il titolo dell’epilogo.
Epilogo di 379 pagine.
Migliaia di parole.
Tanti morti.
Un’intera umanità sepolta nella carne fresca.
Il botulino che toglie le rughe e deruba ogni espressione.
D’altra parte quale espressione può mai avere un essere che non ha più nessuna gioia, nessun dolore, nessun ideale, nessuna cosa, qualsiasi cosa da condividere da amare o da odiare?
Quella parte di mondo ancora vergine traforata, estirpata dalle sue viscere la memoria appollaiata nel suo nucleo ghiacciato, trafugata per essere bevuta e quindi cancellata, distrutta.
Quei vitelli sospesi nell’aria e imbevuti di birra.
Quei personaggi, buoni e cattivi, tanto uguali da non distinguere chi è il buono e chi il cattivo.
D’altra parte se l’umanità è morta non può essere morta solo da una parte.
390 pagine e poi si arriva al centro.
Ponendosi la domanda: Chi regna?
Noi lo sappiamo chi regna oggi?
Ho letto Non toccare la pelle del drago e ho avuto paura che il dolore mi uccidesse perchè nelle 390 pagine non ho trovato amore, dolore, nessuna speranza, neanche un filo di rabbia perché pure la rabbia è un sentimento.
“Ecco, è morto.
Ecco, rimane solo questo: ecco”

Rimane solo questo?
“Una piccola donna luminosa, i capelli rosso acceso, una fiamma calma bianca e rossa, una maternità straniera nella piazza deserta…”
No, non rimane solo questo.
La scena finale del Cristo appeso davanti alla facciata del Duomo mi fa sorgere la domanda: sarà attraverso gli occhi finti di un dio qualsiasi che rinascerà l’umanità?”.
Ed ecco la mia risposta a questa domanda finale: no.