Riccardo Fogli canta in Crimea «Non vedo carri armati, è una festa»

Deve essere chiaro che l’Italia è all’avanguardia di tutto di tutti di tutte. Noi siamo al di là del Carmelo Bene e del Male la rivista satirica. Noi siamo Atlante che porta sulle spalle il pianeta e lo butta giù perché è stanco. Noi abbiamo il teletrasporto dai neuroni di un uomo a quelli di una collettività di milioni di persone. Noi siamo l’Impero Romano Prodi e i Predatori del Fabrizio Barca perduto. Noi siamo quelli del bar dello spot e del plotino d’esecuzione. Pratichiamo la dolce vita e la dolce morte. Avevamo combattuto in Crimea prima che tutto accadesse. Poi abbiamo inviato lì l’arma finale: Riccardo Fogli. Che Oddio ci protegga.
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