True Detective. Viaggi al termine della notte (Sentieri Selvaggi)

E’ in vendita su Amazon un interessantissimo compendio totale globale finale su #TrueDetective, che infatti si intitola “True detective”. E’ a cura di Luca Marchetti ed è edito da Sentieri selvaggi. Per sottotitolo ha non casualmente un detournément da Céline: “Viaggi al termine della notte”. Chiunque abbia amato o sia stato inquietato da o si sia sentito interrogato per colpa di o sia in incanto estatico a tutt’oggi per via di “True detective”, il capolavoro del duo Pizzolatto-Fukunaga con la coppia stratosferica McCounaghey-Harrelson, sarà assorbito da questo lavoro di intelligenza collettiva. In cui appare un’intervista al sottoscritto, molto articolata e molto lunga, in cui tra le molte cose dico questo: “La sospensione di giudizio è la materia delle storie, la forma è uno svuotamento, il che viene reso esplicito col titolo dell’ultimo episodio di ‘True Detective’, ‘Form and Void’. Quale forma e quale vuoto? Nelle easter eggs infinite, per esempio la presenza sul comodino di Rust di ben due edizioni delle ‘Upanisad’ vediche, sta tutto il salto di Pizzolatto dal suo romanzo ‘Galveston’ a quest’opera. ‘True Detective’ è ‘Galveston’ più la metafisica. Su quel vuoto, prima o poi, dovremo interrogarci. È una pratica che è stata sostituita dalla quest decostruzionista, in Occidente. Per questo se enuncio il termine ‘svuotamento’ purtroppo nell’occidente contemporaneo lo si capisce solo a livello decostruzionistico. In ‘True Detective’ però il livello è metafisico, costringe proprio fare l’esperienza dello svuotamento e dell’imminenza continua. Se non si usano strumenti metafisici, si può anche fare critica, ma non formulare una teoria dell’arte…”
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