E dunque ieri I Camillas a Milano: tante bellissime persone alla Salumeria del design per ascoltare annusare mangiare toccare vedere la stralunata tragicità comica e limbale di questo duo, il cui nome è legione, che fa della pura metafisica bambina un’opera d’arte. E’ stato presentato un nuovo brano, che nel suo secondo segmento raggiunge apici di dramma impressionante, nonostante coi Camillas si rida: si ride tantissimo, quindi si continua a essere, la morte non esiste, ciononostante esiste. Ed esistono i fantasmi, i discoli, i briganti, Robert Walser e Giovambattista Marino, gli amorosi sensi e le affinità elettive che decidono in primarie chi si candida, rispulendosi tantissimo. Io sudavo. E’ stato bellissimo: grazie, Camillas; grazie, Mirko e Topazio; grazie, persone intervenute, amici poetici e comici cinofili, ciancicando ci cimentiamo in cimici e ciniglie. Grazie. Era presentato anche il loro libro “La rivolta dello zuccherificio” (Il Saggiatore), tutto è importantissimo e decisivo, poiché non serve a niente, non servire a niente è il valore aggiunto, che subito leviamo. Dài: grazie.
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