“La comunità”, la “comunità letteraria italiana”, la “editoria”, gli “addetti ai lavori”, i “bestselleristi” divenuti “autori” “autoriali”. Cosa è tutto questo? Non lo so. Tuttavia esso è. Ecco quattro simpatiche e confortanti polaroids dal crollo di ciò che fu la letteratura italiana, ovvero il sempiternamente ipomaniacale e stancamente euforico filibustering degli hipster stagionati che si autopercepiscono all’interno di certe patrie lettere, senza patria e senza lettere: 1) i tre scrittori romani Alessandro Piperno, Leonardo Colombati e “Marietto” Desiati; 2) le menti editoriali di Rizzoli libri, in procinto di trasferirsi a Segrate essendo comperate da Mondadori, festeggiano con una bella torta cucinata dalla mamma di Irene Cao; 3) giovanilismo d’antan di Alcide Pierantozzi, Gianluigi Ricuperati e Letizia Muratori; 4) l’incolpevole editor einaudiana Paola Gallo stretta in una morsa non qualificabile tra entusiasti entusiasmanti Paolo Giordano e Michela Murgia.
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