“Joker – Folie à deux”: alla fine della storia e del cinema

"Joker: Folie à Deux" è un capolavoro che porta la tragedia in un nuovo tempo, in un nuovo eone, per una rinnovata umanità che giunge dopo la fine dello Spettacolo nel cuore dello Spettacolo

Cinque narrazioni per agosto

Uno sotto l'altro in un unico post, "Dagon" di Lovecraft, Miller da "Tropico del Cancro", Gadda da "La cognizione del dolore", "Una relazione per un'accademia" di Kafka, "Il nuotatore" di Cheever: racconti e passaggi cruciali di capolavori da leggere o rileggere ad agosto, in attesa della ripresa a settembre.

Sei poesie di Franco Fortini

Da "L'ospite ingrato" all'estremo "Composita solvantur", sei componimenti di Franco Fortini: la perfezione della forma, il dolore e la passione della realtà, lo scatenarsi dello sguardo ai rinnovati tempi di una guerra perenne. Tra gli apici del Novecento italiano.

Burroughs: autobiografia

Origine, sviluppo ed eternità di uno dei padri letterari e pop del Novecento. L'autore del "Pasto nudo" racconta le tappe della sua incredibile esistenza, delle sue incredibili esistenze, tra alterazioni, migrazioni sconcertanti, omicidi, sessualità esplose, allucinazioni e incontri del secolo.

Peter Handke: appunti sul peso del mondo

Il grande e politicamente molto contestato scrittore austriaco, premio Nobel per la letteratura 2019 e geniale collaboratore di Wim Wenders, in una delle sue mosse di esordio: gli aforismi, i microtratti narrativi, le impressioni da rabdomante della prosa, pubblicati ne "Il peso del mondo".

Blanchot su Kafka: testimonianza cieca

Il filosofo dello spazio letterario, del silenzio e dell'infinita conversazione scrive righe fondamentali su Franz Kafka: la letteratura diviene un “assalto portato alle frontiere”, una caccia che, con le forze opposte della solitudine e del linguaggio, ci conduce all’estremo limite di questo mondo, “ai limiti di ciò che è generalmente umano”.

Un racconto in 100 tweet

Un racconto in 100 tweet, ogni blocco di testo mantenuto entro i leggendari 140 caratteri delle origini. Un lamento funebre che fu ed è la transizione dagli anni Dieci fino a ora e dopo. Protagonisti: "Io" che è uno scrittore fallito, lo "Zio Bubba" che è il dominus dello Spettacolo alla fine della televisione, e il "Premier" che è un potere anticipatore della sconcezza peculiare di ogni potere successivo. Dal 2013 al 2024, il ballo del potere resta sconvolgentemente lo stesso, ma aumentato in dissociazione e barbarie tecnoumana.

Cinque poesie di Mandel’štam

Dai "Quaderni di Voronež", nell'eccezionale traduzione del 1995 di Maurizia Calusio, cinque testi dall'esilio del poeta russo che fa da perno al secolo e contro l'osso occipitale del secolo fa volare in tutti gli angoli del cielo "l'incantevole potenza".

La profezia assoluta degli anime anni 80

Invasione dell'abbattimento di senso: quando Goldrake esordisce sugli schermi italiani, Aldo Moro è da qualche giorno trattenuto nel carcere brigatista. Gli anni 80 nippoitaliani e il limbo in cui si profetizza il futuro che stiamo vivendo: da Jeeg a Heidi, c'è posto nel purgatorio in cui vivremo per sempre bambini

Trump e le foto che non cambiano la Storia

Considerazione su storia, immagine, memoria e transumano nei segni scattati l'istante puro in cui il proiettile raggiunge Trump e dunque è certo che hanno attentato alla sua vita. Big data, complottismi, nostalgie cringe ed estetica: il nostro è il tempo *nonostante questo*

Introduzione a Proust

Uno dei massimi critici italiani, Carlo Bo, disegna un eccezionale ritratto della "Recherche" e della rivoluzione imposta al romanzo da parte di Proust, introducendo lettrici e lettori alla storica traduzione mondadoriana di Giovanni Raboni, che, pur essendo traduzione, pose un discrimine tra un prima e un dopo nella letteratura italiana.

Tom Wolfe: “Io è morto”

Un estratto da un saggio del grande Tom Wolfe, l'autore del "Falò delle vanità" e di "Un uomo vero" (ora serie Netflix).Il profeta postmoderno e il cinico più corrosivo e à la page, l'inventore del sintagma "radical chic" - vede ad altezza 2026 la morte dell'Io. Aveva ragione?