Non c’è sillaba, gesto, vocalizzo, idea, immagine, spazio impersonale e poetica che io non condivida in quanto qui antologizzato da dichiarazioni senza tempo di Carmelo Bene, per me il massimo artista (in senso integrale) che l’Italia abbia generato nel Novecento. Il mio desiderio frustrato, per insufficienze personali, sarebbe di fare ciò che Bene ha fatto e continua a fare in quella specie di iperuranio in cui ha creato: voce senza voce per una scrittura senza scrittura. Di seguito al video, riproduco l’audio della sua versione de L’infinito leopardiano e de Ritorno al luogo natale di Esenin.
• Carmelo Bene legge L’infinito di Giacomo Leopardi
• Carmelo Bene legge Ritorno al luogo natale di Sergej Esenin
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