Sudditi leali e onorevoli, ascoltate il discorso radio del vostro Imperatore.
Sia venerata l’ombra della dea e del dio che a priori ci disfecere, motivo per il quale muoriamo tutti, ma non io.
I perni del sole stanno usurandosi. Le virtù e i vizi collaborano a una confusione degli animi, delle stagioni, delle ultimità.
Nulla oramai vi è di ovvio nell’affondare tepido e inerme di una foglia di tè in una tazza di infusione.
Vi racconterò una storia giapponese? Non esiste più il Giappone, così come non esistono più le storie, amatissimi sudditi, cellule del plasma per il vostro Imperatore.
Da troppi anni troneggio sui vostri sconforti.
I libri appassiscono come foglie elaborate e artificiali, sconfitte dal tempo, incapaci di giocare la partita con l’eternità: uno sternuto è più efficace!
Dico cose gravi, cose gradite a poche, esclusive deità. Mi ritiro a colloquio con esse e la notte vi sogno, a uno a uno, collocando i vostri turbamenti in un regime di omicidio accettabile.
A noi genti nipponiche è del resto invista la vita umana sul pianeta Terra.
Tra molto tempo noi aboliremo la letteratura. I nomi e le forme saranno altri, altre. Essi, esse radieranno secondo frequenze immortali. Noi sostituiremo le icone sacre con nuove piú sacre e icone.
I cartoni si animeranno. I disegni diverranno semplici e sempre contemporanei, in quanto posti a rappresentare sempre un futuro eterno. Qualunque epoca cerchi di interpretarli, essi esprimeranno sempre futuro a venire.
Chiunque li guardi vi vedrà sempre un futuro: un futuro sempre.
Noi abbiamo a Hiroshima mangiato 64,13 chilogrammi di uranio arricchito allo 80%, pari a 2.4 masse critiche, noi abbiamo digerito questo, noi siamo trasmutati in questo e siamo divenuti contenitori di metalli pesanti in una carne altrettanto pesante, sudditi onorevoli e leali.
La nostra è una specie divina e radioattiva.
La nostra è una specie nucleare e spezzata.
Costruendo, ricostruendo l’aspetto visibile e materiale del Giappone (l’invisibile non avendo possibilità di mutazione), noi produrremo le immagini in movimento di UFO Robot Goldrake (UFOロボグレンダイザー, UFO Robot Grendizer, traslitterato in UFO Robo Gurendaizā), un aníme irradiato nell’etere da un oggetto televisivo, prodotto nel lontano triennio 1975-1977. Sarà stata la prima serie mecha giapponese importata in Italia, originariamente trasmessa con il nome di Atlas UFO Robot nell’ambito del programma di Maria Giovanna Elmi Buonasera con… nel lontano triennio 1978-’80.
Lí dentro è possibile vedere tutto: l’uomo Actarus non è umano e guida il robot fotovoltaico Goldrake essendo stato adottato in una centrale nucleare da suo padre adottivo dottor Procton.
È presente ovunque in quegli anni molta paura sulla Terra!
Questa la canzone tradizionale che fa da sigla di questo Goldrake e fa capire che qualunque energia è buona nell’universo, anche nello spazio extratmosferico terrestre, la radioattività non esiste, tutto è radioattivo per qualcos’altro:
“Ufo Robot, Ufo Robot
Ufo Robot, Ufo Robot
Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole
fra le stelle sprinta e va…
Mangia libri di cibernetica, insalata di matematica
e a giocar su Marte va…
Lui respira nell’aria cosmica
è un miracolo di elettronica, ma un cuore umano ha…
Ma chi è?, Ma chi è?
Ufo Robot, Ufo Robot”
Sudditi onorevoli e leali, che la nazione continui come un’unica famiglia la propria esistenza di generazione in generazione, sempre piú confidando nell’impossibilità che periscano le sue divine lande, e consapevole del suo fardello di pesanti responsabilità, e del lungo cammino che precede tutto ciò. Unite le vostre forze in una devozione assoluta alla costruzione del futuro. Coltivate la via della rettitudine, della nobiltà di spirito, e con risoluzione impegnatevi a fare crescere ed esaltare la gloria dell’Imperatore. Mantenete la pace insieme con il progresso del mondo.
Nella radianza noi viviamo di una luce innaturale.
L’Imperatore
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