August 07, 2014 at 06:51PM


“Come ti stai acconciando?, da paria? Per il giorno domenicale, poi! Non viene forse oggi la tua mamma a trovarti? Vedrai: qualunque mamma porta i bòn bòn. Già deve inerpicarsi, con tutte le fatiche che ciò comporta, per le ripide pareti di colle Tenda, di buon mattino, metterci la lena, una damina come lei, inadatta al luogo selvatico e ai climi rarefatti delle alpi e su su per la mulattiera, sotto il sole abbacinante o sferzata dai piovaschi, farsi le miglia per incontrare il diseredato, il malnato a cui hanno per sovrappiù trovato asilo con tanto di vitto e alloggio: e pagano pure! Tuo padre si farà venire una condilite, a furia di sferzare il baio, su quel birroccio instabile, tua mamma forse avrà conati; ma alla fine, vedrai, i bòn bòn sono squisiti e ne era valsa tutto quel travaglio… Queste sì che sono efferatezze! Ma i tontoloni come te non se ne agguardano, a loro importa solo del bòn bòn che è stato promesso, mentre i due genitori spasimano di sapere la sorte del loro piccino: sarà ben vestito?, lo tratteranno bene?, gli daranno pane e burro a sufficienza? Oh, anime candide!, esse sono la rovina delle civiltà, la fine dell’Impero Romano è piena così di anime candide: e il lavoro sporco chi lo fa? Gente che viene su come me e te: feccia, palta, lo scolo dell’umanaio, gli ego tronfi e sordi a tutto, anche alla faticata immensa e inutile, piccoli atlanti che pensano di reggere il globo sulle proprie spalle! Alle efferatezze si aggiungono anche le impudenze… Ma forse la madre ha la tisi e tossisce sangue nel fazzoletto candido per l’amido, profumato di vaga lavanda, grazie a quei sacchetti di stoffa che si infarciscono di petali e di essenze, piazzandoli nella cassettiera per fare l’olezzo giusto, ché la natura no, non va mai bene, bisogna correggerla con le spezie e con colori fatti all’uopo, bisogna inforcarle addosso gli occhiali della saggezza! Sento che siamo perduti”.
“No, mia madre non verrà. Ella è morta”.
“Oh!, felice lei, allora, marmocchio! Ha lasciato a te da ramazzare il mondo con le sue pene e le lane di polvere da nascondere sotto il persiano della verecondia e dell’ipocrisia, questa saggezza che non si fa mai bella agli occhi degli uomini e invece regge tutto, il legame sociale regge, fa faville standosene nascosta. Tieni, mangia un po’ di questa mappazza, è marzapane e è buono, l’ho avanzata per noi due, in vista di un momento speciale: aspettavo appunto che mi confessassi che tua mamma non c’è più e se ne sta a far nulla scrutando il suo monello dalle nuvole del cielo, a lei tutto il sole e a noi poveracci pioggia e tuoni. Vieni, mangia” e mi infilava un blocchetto di pasta di mandorle colorata con le tempere nella bocca che serravo, a stento riuscii a rispondere: “E’ uno scherzo, la mamma non è morta. Bensì è vero che non mi vuole più, ecco perché mi ha recluso in questo orrido bagno penale, trascurato dall’incivilimento e reso faraonico dalle malignità, che qua orpellate come pendagli indi o cappelli atzechi, con tanta cura, mettendoci tutto l’animo. Puah!, il tuo marzapane mi fa schifo, sa di stantio, come tutto il resto qui!”
“Sei un villano bello e buono e ti sta bene essere confinato tutto il dì nella camerata. Bada di non uscire. Il preside verrebbe a saperlo all’istante. Io me ne vado a godere delle grazie di mia madre e masticherò i miei bòn bòn pensando alle tue lacrime di coccodrillo. Stattene qui a giocare coi mattoncini di legno! E’ un rude lego, ti sta bene. Sei falso” e andandosene inciampò nel mio sgambetto, a cui aggiunsi un pestone sul suo alluce, che spuntava dalla calza rammendata male e se ne usciva a zonzo da quel suo scarpone scollato, con la suola che blaterava i suoi s-ciac!, e gli rubai l’intero marzapane, andandomi a nascondere nella scansia, nella cui ombra fantasticai di Ganimede ed ebbi una polluzione, lo confesso.

da Facebook http://on.fb.me/1kLpZcd


Scopri di più da Giuseppe Genna

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da Giuseppe Genna

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere