Una preghiera

Dietro oggi ci sono domani e ieri, dietro Andrea c’è Antonello e dietro di lui ci sono Antonella e Fabio e dietro di loro Mario e Donata e dietro di loro Bruno, dietro cui ci sono mamma e papà e Gisella, dietro cui ci sono io; e dietro io c’è che io sono, sensibilmente sono, semplicemente sono, non Giuseppe e non Genna, io sono e basta; e dietro che io sono c’è che si è, c’è che è; e dietro che si è, davvero si è e basta, c’è uno stato che non ha nemmeno le modalità dell’essere, questa cosa sensibile che si è e che si sente da quando sono nato e fino a quando sarò morto; dietro questo stato che non è essere e nemmeno non essere, c’è un qualcosa che non è preoccupazione né mia né tua né sua, è risolta da che si è, c’è un salto che non è una morte che ci preoccupa e non credo che preoccupi nemmeno lo stato di essere, sensibilmente di essere. Quindi non c’è nessuna morte, c’è una continuità di essere, sempre, tranne quando che si è non è, il che non è di nostra pertinenza. C’è, di noi attualmente, una discontinua e continua memoria e, prima della memoria, che informa la memoria, c’è una paura, una rabbia, in generale un’attrazione. Non c’è mai che non c’è.
Non sembra, ma questa è una preghiera.


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