Una prosa poetica


Vidi tre animali, ferocissimi, interdissero la strada a me, verdebuio, in incedere incerto io tra le tre bestie andavo, il cuore frantuma i battiti, pulsante ossesso, senza requie una requie e un’altra ancora e sempre questo, sempre differenziando prima e ora e dopo, questi tre animali feroci, questi bui mostri, questa lingua che… Non si muove e non favella e fu buio dunque, quindi si aprì un pertugio e io vi entrai in fuga dissennata da quanto fu, teso tanto a quanto sarà stato di me, a quanto sarà, niente dimenticato, no, teso, là, uscii e era interno e vidi un’ombra e l’ombra, a forma umana, mi parlò, disse, e disse sì, essa guidò me, senza vedere dove io fedele là la seguii, per i perigli, in ognidove, disnodando il corpo ché lo spazio si fece stretto e dimenticai via e tutte le cose, in sonno dimenticai di essere inserito altrove, qui, ora, e quindi riuscii a quel che ricorda e mare e tersità e un nuovo cielo e un monte apparvero, tre, mare cielo monte, e il monte a fatica salimmo io e l’uomo incerto che guidava me in quelle tenebre di prima e svaporò nella luce, tutta visibile e azzurrina, fino alla cima dove io, io vidi donna dal cielo calare, dove?, da dove?, e si arrestò, le cose, niente e niente da dire da raccontare da raccogliere io, addivenni quanto ero stato, inaccorto, da inizio a ora e ecco: silenzio, che tutto finisce e tutto in sé si va riassumendo, un no, un niente, non una fine e non un inizio, e questo è dimenticato, finché nuovamente io non mi sovvenni, di questo io non ricordai ombra o luce e venni meno, non vidi mondo o luce, niente e questo niente parla per la mia bocca e la saliva, per dita che tracciano crete e graffiano etere, crollando le tracce tutte e l’etere esso stesso in me, ominide riassunto, attacca un filo e pare numinoso e, di schiena, curve e magre nella schiena viste le vertebrali e il pelo fradicio, io vidi nuovamente tre bestie feroci, viene da niente e parla, su questa carta parla.
E dice:
Senza niente sapere mi applico alla varianza di ciò che non comprendo.

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