Il Testo spopola, letteralmente.
Depopola espandendosi per evaporazione. Desertifica. Ciò perché il Testo non soltanto non è umano, nonostante si esprima anzitutto grazie all’ordine della percezione; ma proprio è disumano e non si preoccupa della propria fine, poiché non avverte la sua fine. Dà per scontata la sua esistenza, all’interno della quale è insignificante l’esistenza umana, che è interpretativa. “Nama”, cioè i Nomi, insieme a “Rupa”, che sono le Forme, stanno all’origine del cosmo nella fisica induista, la quale è un testo nel Testo. Con Nomi e Forme inizia e termina il cosmo, non il fenomeno umano.
Oggi chiunque scrive, tantissimo, come mai è accaduto nella vicenda di questa specie piccola e molto transitoria. Si perde la percezione e l’effettività del Testo.
Questo è tutto, altroché e-book.
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