Milano: sgombero di due centri sociali, scontri con la polizia Diretta video

In questo momento, a pochi passi da dove digito, la polizia sta lanciando lacrimogeni e picchiando manganellate su manifestanti che protestano per lo sgombero a Milano, in zona Corvetto, di due sedi di centro sociale. La giunta Pisapia ha sgomberato centri sociali come nessun’altra in precedenza. Si stanno verificando sgomberi in palazzi dell’Aler, le case popolari dimenticate dagli dèi e dalla politica e dai media, in una delle quali sono cresciuto. Ieri ci sono stati otto feriti negli scontri tra abitanti del quartiere Giambellino e i poliziotti. Ciò avviene mentre il Corriere della Sera sembra essersi svegliato da un sonno ventennale, dopo che fece interventi pressanti sulla situazione in via Mosè Bianchi nella mia preistoria. E fuori da Milano cosa succede? Succede l’indegnità e l’ambiguità tutta da indagare di Tor Sapienza a Roma. In questo modo si aumenta una tensione sociale con una mancanza totale di accortezza e gestione della cosa pubblica. Sottolineo che a Milano il problema è che, nei quartieri popolari, sono migliaia gli alloggi non assegnati e dunque sfitti. Occupano abusivamente appartamenti sfitti: e quindi cosa fai? Hanno ignorato per decenni questa situazione e si svegliano adesso manganellando le sciure lumpen abusive o aumentando l’attrito con nomadi ed extracomunitari?
La giunta Pisapia fa semplicemente schifo e ha perpetrato un tradimento nei confronti del consenso e dell’entusiasmo di chi l’ha voluta, tra gli elettori. Le politiche del traffico e dei lavori pubblici sono foriere di incrementi negli incidenti stradali, senza dire molto si è abbassata la luce dei lampioni la sera e questo schifo di città è ancora più tetro del solito, più pericoloso, meno civile. Si salvano soltanto le politiche del welfare, che sono pensate e realizzate da un assessore che è un mio intimo amico, ma che è oggettivamente bravo e sensibile e tempestivo. Il resto è un disastro. Il sindaco brilla per assenza, si inventa di avere inventato Book City, cioè l’unica iniziativa nuova e all’altezza di Milano. Questo sindaco si permette di non fare sapere a nessuno se si ricandiderà o meno, costringendo allo stallo politico la politica cittadina del cosiddetto centrosinistra. Fa bene a rimandare l’annuncio, perché gli arriva addosso l’oceanica onda anomala che lo punisce.
Questo sindaco sgombera in un momento delicatissimo, un transito storico che è pronto a fare piangere per un lutto, se continua così. Sia chiaro che non difendo il governo attuale: ma mi pare premeditato alzare la tensione da parte delle forse dello Stato, quando la situazione è identica a due anni fa, quando governava Monti e non si sfiorava il morto.
#pisapiailsindacochesgombera io non lo voterò mai più e anche i suoi lincei che siedono al tavolo della giunta.
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