La questione dell’innovazione, in Italia, nei termini in cui la mettono, secondo me significa: sfruttamento, alienazione, assenza di lingua e ciclotimia socialmente dannosa. E’ un fatto politico. Quelli “dell’innovazione” vadano a lavorare per un mese con braccianti meridionali e attivisti anarchici. Poi ne riparliamo, a partire dal premier, che fa la sua league.
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