November 30, 2014 at 05:31PM


Mi viene inviato un messaggio. Contiene una foto. All’improvviso: la mia famiglia paterna negli anni Cinquanta. Posano davanti al complesso delle case popolari al quartiere popolare. Attorno il quartiere è in costruzione. L’ultimo a destra è mio papà, Vito. E’ il più piccolo di cinque fratelli. Lo abbraccia il più anziano dei miei zii, Gino, partigiano. Al centro è Italo (di cui ho qui scritto:) e adesso comprendo perché passava per bel gagà. La signora all’estrema sinistra è mia nonna, vedetta veneta che scrutava il mondo con la tenerezza di una bimba e la postura del collo e del volto di un’aquila abituata allo scorrere del tempo e del mondo. A lei accanto è lo zio Dante, l’ultimo vivente di questa schiatta paterna, il penultimo dei fratelli. La signora al centro deve essere una mia parente, e parente di chi mi ha inviato questa foto, per me struggente.
Da quel tempo io sono venuto, mi sono trovato in molti tempi, a volte anche contemporaneamente, ora attraverso questo, con la furia letteraria che non è spenta e il sogno dell’amore mitralico inesausto.

da Facebook http://on.fb.me/1yxg6ma


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