December 05, 2014 at 01:08PM

D’ora in poi per me le “generazioni” sono “fasce d’età”, “la grande editoria” è “la grossa editoria”, l’assenza di scrittura in senso stilistico e immaginale è un silenzio che faccio calare, la comunicazione social intorno all’editoria di qualunque tipo è “corresponsabilità”, l’assenza di critica sentita e reale ed euristica è “inutile manierismo” o “folklorismo raffinato”, l’assenza di versificazione è “assenza di poesia”, gli scrittori secondari sono “colleghi”, chi è decisivo in àmbito artistico è legittimamente “artista”, chiunque si periti di spiegare la propria “professione” di “editor” è “imbecille”, chi si dice “lettore” è “lettore”, chi legge e studia è “in cammino”, e nessuno che abbia a che fare con la letteratura o l’arte, vivente o morente o morto, nessuno, ma proprio nessuno, è “maestro”.


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