Dubita di un narratore che non sia in grado di scrivere una poesia perlomeno decente. Dubita di un poeta che non colga il lavoro di struttura e dialoghi nei romanzi. Dubita di un intellettuale che non abbia compreso che Kafka non si comprende. Dubita dell’autore che coincide con la persona. Dubita della scrittura, infida lingua del serpente che insinua opinioni e stimola desideri. Dubita dei pensieri, che sono aggregazioni di qualcosa che non è pensiero. Dubita di oggi e anche di ieri, ma non del futuro. Dubita di te stesso, che sei quanto vedi di orrendo negli altri. Dubita del dubbio. Non dubitare che qualcosa si accorge che sai che un dubbio è un dubbio e quel qualcosa sei tu, profondamente tu, più profondamente che mai tu.
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