January 20, 2015 at 04:40PM


Ho inviato questo biglietto al Senato, all’indirizzo del senatore e persona umana Maurizio Gasparri: “Senatore, persona umana, posso chiamarLa Maurizio? Ogni condizionamento è inutile dal punto di vista del prezzo emotivo e della flessibilità tendinea: la crescita, si sa, la pilifera, è incostante ma non ci appare tale? Quale metabolismo sociale comportano le Sue scelte comunicative? Su questo ci siamo molto interrogati. Abbiamo trovato una risposta, ma non desidero farLe perdere tempo. La speme è seme, la seminagione è un atto e una dinamica, il suo costo in sudore è un ammanco in incapacità, ed è per questo che ci piace confrontarci con Lei. Senatore, la persona umana è un vilipendio, un vile pendio in cui si consuma veloce la brace della giovinezza e dei fascismi, una stortura complice, una irrealtà. Motiviamo con le ragioni della testa i soprassalti del nostro cuore: è più chiaro, se detto così? Ogni farragine, ogni soliloquio, ogni paramore, ogni impronta sono figli di una traccia a priori, che la mente somministra al plastico mondo delle cose senza nome. In questa condizione adamitica, lo stress test risiede nell’invenzione: della vita e del momento più opportuno. Entriamo insieme non nei pascoli celesti, che l’umanità ha inventato per stare meglio in ipocrisia e stabilità; no, facciamo il nostro ingresso nell’epoca, sensibilmente, un passo per volta, dove le nostre analisi cedono e la tenebra coincide con la nostra cecità. Rischiaramo il vivente, tanto quanto il non-vivente-ancora. E’ l’unica angelologia che ci è permessa dai nostri esordi, Senatore”.

da Facebook http://on.fb.me/153vJqi


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