January 21, 2015 at 06:17PM


Iniziazione a Milo De Angelis: cinque poesie.

La goccia pronta per il mappamondo
e per i più sconosciuti
nomi di ventura
ha raggiunto finalmente una scorciatoia
a colpi di lima
Ha appoggiato il bicchiere
su un solo dito, fratello
della prima volta. Tutto
il campo, con le
sue biciclette sepolte, sguizza
parole di ventriloquo:
metà alla vittoria, metà
all’erba in trappola.

In noi giungerà l’universo,
quel silenzio frontale dove eravamo
già stati.

***

I bastoni
hanno frantumato l’ultimo secchio
e ora il villaggio fa
silenzio
nella corte marziale. Ecco
l’inchiostro, tra una moltitudine
di assetati in orario,
un cognome:
tutte le uova molli
giungeranno
per forza o per disprezzo
e quel
faraone darà la staffilata
che ancora oggi ferisce
e le fa terrestri.
Chi genera il tempo
ha il volto arato e con pazienza ripete
che noi ubbidiamo.

***

Ora c’è la disadorna
e si compiono gli anni, a manciate,
con ingegno di forbici e
una boria che accosta
al gas la bocca
dura fino alla sua spina
dove crede
oppure i morti arrancano verso un campo
che ha la testa cava
e le miriadi
si gettano nel battesimo
per un soffio.

***

La testa cade a piombo
e si slaccia
nel pomeriggio strappato
al pensiero
ogni maniglia si aprì, fece silenzio.
Noi fermiamo lì una guerra
con navi serene e gelide.

***

Troppo spesso
dall’uva, dal verderame sciolto nei catini
prendono scatto e poi spariscono
e la nostra è una rivincita misera
a grandi balzi, lungo i campi.
Si apre un cancello, nelle cucine i cani
invecchiano
franano nella preluce: ancora un millesimo
di inesistenza tra i ricchi.
Sto crollando sfinito in mia madre.

da Facebook http://on.fb.me/1J8FToS


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