Audiofile: Giuseppe Genna legge “Manca”.

Voglio ripubblicare una mia installazione, per me in qualche modo importante – mi scuso con chi già l’ha letta in precedenza. L’ultima volta che lessi in pubblico un testo poetico mio era inverno 2007. Lo lessi davanti agli avventori di una piccola birreria milanese in Porta Romana, il Tortuga, perché lì aveva organizzato, Mario, una minima e non pubblicizzata lettura, volutamente periferica e inimportante (Mario aveva pubblicato “Umana gloria” da tre anni e aveva appena terminato le “Pitture nere su carta”, che Mondadori gli avrebbe stampato di lì a pochi mesi).
Era, quello, un momento agitato, come sempre, sempre traversie strane, sempre ingaggi, sempre fibrillazioni, improvvise assenze, ardori, spengimenti, affanno atriale, arguzie e finzioni in scena per lasciare che il tempo trascorresse in una dimenticanza, e ossessioni fragili e trasognate e però non dolci, arbitrarietà, conclamare di errori, cieli corruschi, visi distorti, crescita e credito, accelerazione, spalancamanti, orridi montani, dilavare memorie, simulazioni continue di crisi, tossicchiamenti spirituali, conati psichici, aggressioni, assalti, ricreazioni, urla in un silenzio, e tanto assuefare altro a sé, le liberazioni provvisorie, i barbagli, le scintigrafie, gli ammortamenti: figliolanze, insomma…
Quella “installazione” si intitolava “Manca”. Qui il testo: http://bit.ly/1t2OLZj. Qui sotto, al link, il file audio.
from Facebook http://bit.ly/1Ah1sj5


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