January 26, 2015 at 09:41PM

Il fenomeno umano trema, è instabile, una precarietà lo fa fremere dai suoi esordi, pulsa, scricchiola, continua ad assestarsi. Rende famigliare l’assestamento perpetuo, lo sciame delle infinte scosse postume. Il sommovimento fa vacillare, fa pendolare, fa paura. Da ciò nasce il severo pensamento. Esso si dà una missione: allontanare, separare, aggiungere distanza a distanza, vedere l’oggetto contro cui schiantare la congestione dei propri apparati, le scosse vibratili delle sue attività elettriche, ben più intime di quanto si propagandi. L’accettazione è interdetta, la beatificazione è un processo con cui la realtà è fatta pontificia e il senso dell’io è reso oggetto di attributi divini: nemmeno la tiara, gli basta. L’incoronazione di questo processo è ciò che si pensa: amore. Ne deriva un’immelensimento, un’atrocità, un subbuglio interiore, una fatica continua e fondamentalisticamente noiosa. L’estrema ratio e la prima sintesi di tutto stanca: si diviene cultori delle emozioni, queste folate dell’indicibile. La testa è l’organo più pesante del corpo: e la si porta ritta, secondo quanto si percepisce da sé di se stessi. Mentre invece la testa sprofonda, in quell’apparato molle e renitente, un cadavere, un vegetativo, ce lo si carica appresso, esso disturba, non risponde, si scontra con il sacrosanto desiderio: è sacrosanto questo desiderio! Si dice così: il corpo non risponde, mette a repentaglio. E’ una morte comminata a priori alla vita vivente. E’ il priorato delle locuzioni cattive ed esaltanti, il curriculum con cui ci si presenta al mondo, sfoderando il sorriso carico della luce mattutina e di quella del neon che riverbera sulla scrivania lucida e personalizzata, mentre sfarfalla la radiazione eterica del rendering a video. E capovolgimenti e giravolte e colluttazioni e memorabilità da dimenticare e grandi piccoli ludi: in pratica, la meschinità. La meschinaggine del fenomeno umano sta tutta qui: nemmeno è che non rinuncia all’io, ma addirittura non ci arriva, nemmeno ci si approssima. L’approssimazione sarebbe infatti un grande passo in avanti.
Chi vede e sente questo: è solo.


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