October 26, 2015 at 10:05AM

Al posto dello spettro di Alfredino, lo spettro del futuro: di un determinato futuro, che sta per essere, che certamente sarà tra pochi anni – nulla che abbia a che vedere con la fantascienza, nulla che abbia a che vedere con i generi, nulla che abbia a che vedere con la storia e i canoni. Trasformazione della filosofia in previsione sociologica. Fine dell’umano per come è stato conosciuto per migliaia di anni. La mia generazione è l’ultima a morire precocemente. La mente è uno stato nebulare. La mente umana è davvero sopravanzata, nelle capacità di computazione, entro pochi anni. L’immaginario ha smesso di esistere, si è polverizzato, è in stato gassoso e molecolare. L’Italia non esiste più. L’accelerazione incomincia a vedersi ora, fatalmente comporta di avanzare in un multiverso che nessun umanista e nessuno scrittore immaginava. La parola è finita. Non è né cattivo né buono il quasi umano, il già non più umano che è nell’immagine. Zero dell’umano, zero della retorica, zero della politica, zero della vita organica: entro i prossimi 50 anni ciò avviene, pur non essendo un fenomeno di massa.
Prosegue la meditazione grave e annichilente sulla continuazione con altri mezzi del “Dies Irae”, che sarà necessariamente del tutto diversa dal “Dies Irae”.


Scopri di più da Giuseppe Genna

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da Giuseppe Genna

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere