Da “Hegel” di Lucio Battisti: «La moda nel respiro»

Letteratura totale, arte apicale, musica spaziale e sacra, lirica profetica, vocalità aliena, ritmo e sonorità estranei, avanguardia astorica, tutti i canoni riuniti e trascesi, svuotamento, mantra – la fase degli “album bianchi” di Lucio Battisti e del cocreatore Pasquale Panella genera una frattura storica che non si suturerà mai più.

“Quando canto mi metto davanti al microfono con lo sguardo completamente vuoto, senza pensare a niente. Non devo pensare. Se penso rovino tutto”.
Lucio Battisti

Le parole non hanno un significato, perché ne hanno molti. Io ho una vocazione parossistica del senso. Detesto chi ne enfatizza uno soltanto: è un impoverimento della canzone. Le canzoni hanno bisogno di trovare sempre significati nuovi e non devono avere speranza. Dove c’è speranza non c’è artista”.
Pasquale Panella


Il testo

“La moda è generosa” pensi
Cade più docile delle mura
Più facile dei bastioni
Ai tuoi piedi, sciolta la chiusura
Dici: “I greci” e pensi: “Sono pieghe
Son colori i fenici
E i macedoni fibbie
Intimi i latini”

“La moda è generosa” pensi
Meglio di un pugile si risolleva
Più agile perde i sensi
Crolla in pezzi senza alcun patema
Dici: “I sogni” e pensi ai bottoni
Son asole i risvegli
E gli scolli effusioni e spacchi gli sdegni
E chi teme la moda è immerso in essa comunque
E d’essa intriso come un cardo dal gambo reciso

E dici: “È molto comoda se esclude
Sempre di presentarsi in figure
In tagli, forme e positure
Immediatamente tutte nude”
Così che quando passa questo eccesso
Ci pare non avere perso nulla
Ci pare non avere perso il tempo
Che la nudezza sbriciola e maciulla
Dici: “La via di mezzo, ecco la via
Quella percorsa dai ragazzi alteri
Che vanno a divertirsi nei misteri
Spiegabili perché non intralciati
Dai cupi sedimenti dei passati”

Mi dici il mezzo giro
Quello che va di moda nei tuoi fianchi
Gli occhi totali, come elianti
La spossatezza semplice, formale
Ed un rilassamento collegiale

Come se intorno a noi
In curvi corridoi
I disciplinatori
Le studentesse e gli studenti
Rapinatori del momento d’oro
Consumassero un lusso di moine
Un rimandare sempre all’anno dopo
Frenetici in un ballo senza scopo

Noi nella stanza accanto
E la moda cambiava nel respiro
Il nostro che cambiava ogni tanto


Scopri di più da Giuseppe Genna

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da Giuseppe Genna

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere