
Le cosiddete lamine orfiche (o tavolette d’oro orfiche) sono testi funerari dell’antica Grecia, datati tra il V e il II secolo a.C., ritrovati in tombe soprattutto in Magna Grecia, Tessaglia e Creta. Contengono istruzioni di altissimo valore metafisico, oltreché indicazioni sui processi che conseguono alla morte del corpo. Eccone le traduzioni.
[l’immagine sopra: “In alarum tuarum umbra canam” di Robert Fludd, 1621]
- Lamina di Hipponion (Vibo Valentia, V sec. a.C.)
“Troverai a sinistra della casa di Ade una fonte,
e accanto ad essa un cipresso bianco.
A quella fonte non avvicinarti.
Ma troverai un’altra fonte, dalla palude di Mnemosine
sgorga acqua fresca.
Davanti a essa stanno i custodi.
Di’ loro:
‘Sono figlio della Terra e del Cielo stellato,
ma la mia stirpe è celeste.
Questo lo sapete anche voi.
Sono arso dalla sete e sto morendo:
datemi presto da bere l’acqua fresca
che sgorga dal lago di Mnemosine.’
E ti daranno da bere dalla fonte divina,
e allora regnerai con gli altri eroi.”
- Lamina di Petelia (IV sec. a.C.)
“Troverai a destra della casa di Ade una fonte,
e accanto ad essa un cipresso bianco.
A quella fonte non avvicinarti.
Troverai invece un’altra fonte,
dalla palude di Mnemosine sgorga acqua fresca.
Di’ ai custodi:
‘Sono figlio della Terra e del Cielo stellato;
sono arso dalla sete e sto morendo.’
E ti daranno da bere dalla fonte di Mnemosine.”
- Lamina di Thurii (IV–III sec. a.C.)
“Vengo puro dai puri, o Regina degli Inferi,
Eucles, Eubuleo e gli altri dèi immortali.
Anch’io mi vanto di appartenere alla vostra stirpe beata.
Ma il destino mi ha domato e il fulmine rapido.
Ora vengo supplice alla veneranda Persefone,
perché mi mandi benevola nelle sedi dei puri.”
- Lamina di Farsalo (Tessaglia)
“Sono figlio della Terra e del Cielo stellato;
ma la mia stirpe è celeste.
Sono arso dalla sete e sto morendo:
datemi da bere dalla fonte di Mnemosine.”
- Lamina di Entella (Sicilia)
“Beato e felice, sarai dio invece che mortale.
Capretto, sei caduto nel latte.”
Questa breve formula è una delle più enigmatiche. La frase allude a un’iniziazione rituale, a una rinascita simbolica, ovverosia effettiva.
- Lamina di Creta
“Sono figlio della Terra e del Cielo stellato,
ma la mia stirpe è celeste.
Sono secco di sete: datemi da bere.”
Platone dal Fedone (67b): “Questa emigrazione, che è ordinata ora a me, non è senza dolce speranza anche per chiunque altro il quale pensi di essersi a ciò preparato lo spirito come con una purificazione. […] E purificazione non è dunque, come già fu detto nella parola antica, adoperarsi in ogni modo di tenere separata l’anima dal corpo, e abituarla a raccogliersi e a racchiudersi in se medesima fuori da ogni elemento corporeo, e a restarsene, per quanto è possibile, anche nella vita presente, come nella futura, tutta solitaria in se stessa, intesa a questa sua liberazione dal corpo come da catene?”
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