Audiointervista su “La Stampa”: Calvairate

Su Voci di Milano, iniziativa di Magzine de La Stampa video e audiointervista in cui precipitano e si depositano miei ricordi e aneddoti sulla contea devastata e vile in cui sono nato e cresciuto, spesso acclusa nei miei libri: il quartiere di Calvairate, alla periferia sud-est di Milano. Riproduco l'articolo, linkando al video relativo.

Guénon: da “Errore dello spiritismo”

Il grande esoterista del XX secolo mette in guardia dai pericoli di ogni dottrina (che per lui nemmeno è tale) che si appoggi sullo spiritismo: "Quando parliamo di devastazioni e di vittime, non si tratta affatto di semplici metafore; le cose di questo genere, e lo spiritismo più di tutte le altre, hanno come risultato di squilibrare e rovinare in modo irrimediabile una quantità di sventurati che, se non le avessero incontrate sulla loro strada, avrebbero potuto continuare a condurre una vita normale"...

Il “Furore” di Steinbeck

"Furore" fu pubblicato il 14 aprile del 1939, e divenne subito un caso, un successo e un simbolo. Vinse il premio Pulitzer, e fu probabilmente il testo sacro che contribuì a fare del suo autore un eroe letterario e a fargli vincere nel 1962 il Premio Nobel. Bisogna aggiungere che, in quel lontano 1939 e nell´anno successivo fu il libro più venduto

Dylan Thomas: una poesia

Dai "Selected Poems" del grande poeta gallese, 'Discopre i suoi nervi il mio eroe', un componimento che invera il giudizio di Italo Calvino, per cui nella poesia di Dylan Thomas la natura non è più sentita come alterità, il tessuto delle analogie distrugge la distizione tra l'uomo e il coacervo della materia vivente...

“Bloody Cow” di Helena Janeczek: recensione su l’Unità

Giancarlo Liviano D'Arcangelo sulla Silerchia firmata dall'autrice de "Le rondini di Montecassino": "Nelle densissime, splendide pagine di Bloody Cowdi Helena Janeczek, un reportage sanguigno e sentito su una delle grandi psicosi collettive dei nostri tempi: l’infezione connessa al cibo, ancor più terrorizzante quanto è artificiale, autoinflitta, creata dall’uomo contro se stesso..."

Szondi: Ricerca del tempo tra Proust e Benjamin

"Il tema di Proust e di Benjamin è davvero lo stesso? La loro ricerca del tempo perduto è una conseguenza di una medesima intenzione? O la loro vicinanza è soltanto una parvenza, che è necessario mettere in luce, perché essa potrebbe impedire allo sguardo di vedere come le intenzioni delle due opere non solo non siano affini, ma siano invece diametralmente opposte?" Il grande critico tedesco sui due campioni novecenteschi che hanno squadernato e devastato le convenzioni preposte all'idea stessa di storia...

Dante: fine della “Vita Nova”

La radice metafisica verso la quale che Dante escava nella "Vita Nova" - indicazioni di ordine pratico, ancorché esoterico. L'ascesi come ascesa, avendo come calamita una chiara visione, e l'esame del processo di pensiero che conduce alla consapevolezza, facendo leva sui presupposti di quella visione. Il passo finale che ha aperto, in epoca moderna, l'interpretazione sovraspirituale di Dante: "So io che parla di quella gentile, | però che spesso ricorda Beatrice, | sì ch'io lo 'ntendo ben, donne mie care".

Su ‘Orwell’: Italia zombi

Un intervento sul supplemento culturale di "Pubblico" diretto da Christian Raimo: una visuale prospettica sull'Italia contemporanea, partendo da Arbasino e passando per Sciascia, per definire una sagomatura del contesto incivile di un Paese Senza che è diventato un Paese con troppi Con, svuotandosi di amore e mito storico...

Teresa Ciabatti: su ACQUA NERA di Joyce Carol Oates

L'autrice de "I giorni felici" compie un raid nel monologo allucinato che Joyce Carol Oates, pluricandidata americana al Nobel letterario, dedica alla morte della segretaria di Ted Kennedy, nello sciagurato incidente a Martha's Vineyard che eliminerà per sempre il Senatore dalla corsa alla Casa Bianca. Un'eroina femminile che diviene filo metastorico nella produzione narrativa dell'autrice di "Acqua nera".

Hrabal: “Manuale dell’apprendista sbruffone”

Un testo sfrenato del genio ceco di 'Treni strettamente sorvegliati': "... Nel luglio afoso mi tiro dietro lo slittino di dicembre, nei caldi giorni estivi, per rinfrescarmi, mi bevo i soldi destinati al carbone per scaldarti d'inverno, tremo continuamente di paura perché la gente non trema di paura per quanto la vita è breve..."

Sandro Penna: poesie (e una nota di Cesare Garboli)

"Penna si è fatto interprete non della novità del linguaggio poetico italiano del Novecento, ma - che non è meno importante - del suo destino di putrefazione. Ci sono poeti di tale forza innovatrice da cambiare quasi di colpo i codici costituiti; e ci sono poeti inamovibili dall'antichità, così fedeli alla tradizione da scenderne giù come le pecore dai tratturi. Penna è poeta di questa razza..."

Quando Foster Wallace incontrò Lynch

"Che quello di Wallace non sia un lavoro critico ce lo riferiscono alcune considerazioni orgogliosamente schierate e che diremmo quasi ingenue se non sapessimo di stare a leggere una sorta di novello Proust che sa maledettamente il fatto suo: 'Lynch proietta la visione oltre ciò che è dato vedere. Non è più questione di forme comunque spietate e perfette. La narrazione è una maschera...'"