Federico Giustini si dà a considerazioni che spedirebbero chiunque, tranne che lui e Alice, in uno stalag terapeutico: “un po’ ‘Giove e oltre l’infinito’ di Kubrick un po’(p) Andy Warhol, da ‘Io sono’ a ‘Io sogno’ il passo potrebbe essere breve: al terrore di affrontare il testo gnucco s’affianca l’ipotesi non remota dell’abbiocco, magnitudo 5 della scala Tavor. Pur tuttavia io e Alice Molinari ci accingiamo alla lettura, confidenti e (al momento) senza bolla al naso”. Questi due sono troppo felici per i miei gusti: IO SONO INVIDIA.
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