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April 02, 2015 at 05:56PM


Questa è una poesia del 1993. Faceva parte di un libro, che si intitolava “Libro bianco”, il quale era nel ’94 in bozze presso un piccolo editore specializzato in poesia. Poi, per i fatti della vita, non fu più pubblicato. Il libro andò disperso. Non sono un genio come Dino Campana e il libro non era “Canti orfici”: l’umanità non ha perduto nulla, come scrivevo l’altro giorno a un amico poeta. Salvai qualche verso, tra cui questi, che mi sono tornati in mano ierinotte, mentre tentavo di fare spazio all’ingresso di nuovi libri. La poesia in sé mostra errori madornali: che importa? Potrebbe essere corretta? Sì. Un’anticipazione di “Libro bianco” uscì su “Poesia” e sta all’origine dell’amicizia tra me e Andrea Ponso, che mi scrisse una lettera bellissima a proposito dei miei testi. E’ ben vero che è appena uscito il saggio “Io sono” presso i tipi de Il Saggiatore e dovrei dedicarmi alla promozione di questo titolo, poiché dubito che si parli di un testo sulla psicologia metafisica; lo farò, con juicio, magari attraverso presentazioni. Però è per me un momento di fragilità rispetto a quello che è stato, è e sarà sempre l’amore letterario della mia esistenza, ovvero la poesia. Vorrei chiudere proprio questo cerchio personale, a distanza di vent’anni.

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