“Cabaret Bisanzio”: su “Assalto”

di ENZO BARANELLI
[da Cabaret Bisanzio]

“L’inizio vibratile, che scuote le vele di immagini. Svanisce tutto nella presenza”.
Un libro che si autodefinisce come incompiuto. Primo e ultimo. Genna, dopo “Italia De Profundis”, si addentra nella sua opera fondamentale e fondante, per la sua scrittura e per la sua persona. Racconto, memoria, citazione, sbavatura barocca sopra il germe di una filosofia ansiogena (“Viviamo l’Epoca del Trauma”): Assalto è un testo ricco di sfumature, di odori rancidi, di profumi speziati, di sudore e morchia, dissertazione sul lavoro che mi consuma e mi riduce schiavo ogni giorno, ogni ora, legato a una rete che analizza i bisogni. Come disse Baudrillard: “Il consumatore è un lavoratore che non sa di lavorare”.
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