Esterno della nascita dell’individuo G.G.: una poesia

Nasce. Muoiono.

La strage di Piazza Fontana fu un attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 alle ore 16.37

una bomba fatta esplodere nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana al centro di Milano dietro la Cattedrale provocava la morte di sedici persone e il ferimento di altre ottantotto

La bomba esplode alle ore 16.37 e qualcosa nasce

e quel giorno ugualmente un ordigno fu rinvenuto nella sede della Banca Commerciale Italiana a Milano ugualmente, inesploso, fatto brillare, occultava così una prova che avrebbe forse permesso di risalire all’origine dell’esplosivo e a chi aveva preparato gli ordigni ugualmente

Roma, lo stesso giorno, ore 16.55, una bomba esplode nel passaggio sotterraneo della Banca Nazionale del Lavoro che collegava l’entrata di via Veneto con quella di via San Basilio, causando tredici feriti e

due bombe, due bombe, due bombe

esplosero a Roma, tra le 17.20 e 17.30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del Museo del Risorgimento in piazza Venezia, ferendo quattro passanti

Trasmettete di urgenza da questo telefono il cablo alla redazione “Cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, tra il primo e l’ultimo un lasso di tempo di 53 minuti”

O morte: tu ridi. O tensione: tu tendi le tue tele strategiche di ragno.
O ragno, o necessità!

Il 12 dicembre l’anarchico Giuseppe Pinelli viene fermato e a lungo interrogato nella Questura

Stanza della povertà. Penuria d’aria. Capelli sporchi, grassi, pelle sebacea.

Ogni schiaffo sul volto provoca il versamento ematico interno.
Gesto ripetuto nei secoli. Gesto iniziale, finale. Gesto che fa la specie.

Il 15 dicembre dopo tre giorni di interrogatori in questura, Pinelli anarchico misteriosamente

cade dal quarto piano e muore.

Il 16 dicembre è arrestato Pietro Valpreda anarchico

Il Partito Comunista Italiano è convinto che la strage sia opera di anarchici: in data 19 dicembre 1969 , alla riunione del comitato centrale partito, presente Enrico Berlinguer, viene riferito che Guido Calvi, avvocato di ufficio di Valpreda e iscritto allo Psiup, aveva svolto una sua indagine nell’anarchia e sostiene:

“L’impressione è che Valpreda può averlo fatto benissimo. Gli amici hanno detto: dal nostro gruppo sono stati fatti attentati precedenti. Ci sono contatti internazionali. Valpreda ha fatto viaggi in Francia, Inghilterra, Germania Occidentale. Altri hanno fatto viaggi in Grecia. Alle spalle cosa c’è? L’esplosivo costa 800 mila lire e c’è uno che fornisce i quattrini. I nomi vengono fatti circolare”.

Valpreda incarcerato anarchico, accusato da testimonianze false, additato al pubblico discredito del volto televisivo innovativo nello schermo di qualsiasi sempre giunga ai nostri occhi increduli dopo
Bruno Vespa.

E’ totalmente estraneo ai fatti, contro di lui commessa l’ingiustizia vaglia i trionfi della morte

Gli Ingiusti nella Caienna gelida, i Traditori, vedi versano lacrime e si ghiacciano sul volto, e sono capovolti. Lividi e consumati i corpi, dissanguati, brinate le palpebre, sofferenza un ultrasuono, ribadisce la colpa, in espressioni tribunalizie di altri strati, di altro essere sostanziati

“Le indagini e i processi (sette) si susseguono nel corso degli anni venendo accusati vari esponenti anarchici e militanti della destra estrema, e tuttavia ciascheduno degli accusati sarà sempre assolto in sede giudiziaria (alcuni verranno condannati per altre stragi o saranno assolti grazie alla prescrizione)”.

In particolare Franco Giorgio Freda

Franco Giorgio Freda

Alcuni esponenti dei servizi segreti saranno condannati per i depistaggi.

Sulla strage la formazione B.R. Brigate Rosse svolgerà una inchiesta in proprio, le cui carte e documentazioni furono rinvenute in un covo a Robbiano di Mediglia

giunge a conclusioni proprie, divergenti dalle ricostruzioni solitamente proposte

“Ma l’uomo è l’uomo. La natura è selettiva e mistificatrice: è anticomunista.
Io resto comunista e chi mi viene a raccontare la panzana che il comunismo è morto…
Io ho vissuto alla Kolyma la massima, insuperabile degradazione del comunismo e so che essa non può frenare la potenza sovrannaturale del comunismo”

“La natura è anticomunista in quanto selettrice, ma il sovrannaturale è comunista in quanto ecumenico e beatificante. La natura pone differenze laddove ciò che supera la natura, fondandola, pone delle uguaglianze. Esiste un oltrenatura che la scienza già sta individuando e allora la vedremo. Il comunismo è una potenza che appartiene a quell’ordine. E’ più potente della natura manifesta. La sua apparizione tra gli uomini, equivocata, è un accadimento occasionale che prelude a un trionfo universale. L’universo sta ed esiste armonicamente perché è comunista, altrimenti non emergerebbe dal nulla.
Il nulla è comunista, poiché in esso non si riscontrano differenze…”

Così parlavano. Così non parlavano.

Il tempo, rotore di acciai da astri altri, volgeva le molecole contrarie, regnava la meiosi, l’omeostasi non arrivava agli infiniti in serie

Città irreale, reale, sogno offuscato di una città che s’erge,
sotto la nebbia bruna in meriggio di un inverno distesa nei cementi,
una gran folla fluiva a lei attraverso, così tanta,
ch’io non credeva che morte tanta n’avesse elevata a amante.
Sospiri brevi e infrequenti ne esalavano e ognuno procedeva con sguardi fissi a terra


finché ci rendemmo conto oltre Robbiano di Mediglia e la Giudecca e oltre Fatebenefratelli che non esiste terra alcuna

quella terra è cielo, vuoto, cosmo, -273°

è Kelvin Heisenberg e Bohr e il padre Benedetto XVI Ratzinger

disse ibidem 49 “la tradizione profetica in cui la Parola prende a servizio la vita stessa del profeta”

Non esiste chi uccide, non esiste chi è ucciso

Non esiste chi si è ucciso

Domanda chi tu sia, instancabilmente domandalo di te a te tra te e te stesso, finché pietà ti abbia disfatto, tutto, così tanto ch’io non credeva,

tu in abbandono, tu non individuo,

sfera di trasparenza ogni sfera

Così, soltanto, soltanto così, era nato quel giorno di giorni a venire e andarsene, di amore in pudore, finché non una traccia sia rimasta


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