Addio ad Andrea Zanzotto

Si è spento oggi, 18 ottobre 2011, il massimo poeta italiano del Dopoguerra, uno dei grandi poeti di livello mondiale. Mai come oggi ho l'impressione che nulla, davvero nulla sarà più come prima e che questa morte sia in se stessa una parabola. In ricordo di Andrea Zanzotto, pubblico una dichiarazione che raccolsi nel 2001 e un poemetto di quello stesso anno.

Wallace Stevens: “Abecedarium of Finesoldier”

Traduzione degli incipit di un progetto di poema in undici stanze, che Wallace Stevens lasciò incompiuto: il sovraccaricare l'immagine guerresca per giungere al cuore della testualità ultima - "The narrative stops ... Good-bye to the narration". Una forma del contemporaneo, al di là del paradigma lirico e narrativo, oltre la falsa opposizione di genere poetico e genere prosastico.

Videotestamento e congedo finale dello stragista norvegese

Monologo inedito per voce maschile: "Tutti i sacrifici che hanno fatto per me i miei genitori si sono dissolti come acqua nel terreno. Quanto avrei potuto dare per amore… Troppo tardi: è morto lentamente come un albero. Più si è vicini a Cesare e più aumenta la paura..."

Friedrich Dürrenmatt: ‘Il Torturatore’

Un "racconto" di uno dei maestri della narrazione metafisica, Friedrich Dürrenmatt. 'Il Torturatore' risale al 1943 e consiste in una sorta di Book of Job al contrario, condensato attraverso una paratassi estrema, che valica perfino la forma delle istruzioni in sceneggiatura, per assestarsi in una terra di mezzo: ciò che si potrebbe definire "il contemporaneo"...

Fiction e tragedia: “Arnold”

Dialogo finzionale sulla fiction: le disavventure della saga di cui fu protagonista il paffuto Gary Coleman. Grottesca decadenza, massacri morali ed estetici, morti individuali e lasciti patetici. Fenomenologia del disastro spettacolare.

Videointervista senza rete al Miserabile

Verifica dei poteri sullo stato di produzione artistica e digitalizzazione, connessione e comunità: Bonsai.tv videoregistra pensieri non tanto in libertà circa il crollo e la rigenerazione dei paradigmi culturali nell'epoca della deflagrazione dell'occidente.

Eraclito: frammenti

"Quest'ordine del mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece né uno degli dei, né uno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo dovuto si accende e al tempo dovuto si spegne".

La coscienza oltre la ragione

Sta per uscire nelle edicole e nelle librerie il nuovo numero di Reset, bimestrale di politica e cultura diretto da Giancarlo Bosetti. Grazie a una sorta di think tank inglese, Vision, sono stati raccolti interventi di scienziati, storici, economisti sociologi, psichiatri e scrittori di provenienza internazionale (tra questi, Amartya Sen), circa il tema La crisi della ragione. Per l'Italia, tre interventi: quello di Gianni Riotta, quello dello psicologo e teorico cognitivista Fabio Giommi e il mio - che riproduco integralmente qui.

Giommi: Se la Ragione tace. Pensiero discorsivo e mindfulness

"Il tema del sonno della Ragione ci conduce inevitabilmente all'interno della cornice culturale di credenze e assunti profondi in cui noi, come occidentali e contemporanei, ci ritroviamo a pensare. Vorrei evidenziarne due in particolare. Il primo: se la Ragione si addormenta, allora si apre una crepa e dal mondo infero emerge la componente irrazionale della natura umana. Sembriamo persuasi che non si dia altra possibilità: Ragione o crisi ed eruzione dell'oscuro..."

Sulle “Rondini” di Helena Janeczek

In my humble opinion: una delle autrici fondamentali che operano nella lingua fantasmatica per eccellenza, quella italiana, e la sua opera "Le rondini di Montecassino", testo centrale per il mio presente, epica e superamento dell'epica...

Kafka: tre narrazioni

"Perché siamo come tronchi nella neve. Apparentemente vi sono appoggiati, lisci, sopra, e con una minima scossa si dovrebbe poterli spingere da una parte. No, non si può, perché sono legati, solidamente al terreno. Ma guarda, anche questa è solo una apparenza."

Gadamer: su Celan

Il grande filosofo dell'interpretazione a confronto con uno dei testi più ardui di uno dei più ardui poeti novecenteschi, Paul Celan: "Al fondo | del crepaccio dei tempi | nel | favo del ghiaccio | attende, cristallo di fiato, | la tua non intaccabile | testimonianza".