Giorni dopo giorni dopo il giorno

e il giorno è quello nero, si diffonde, aria secca, aria umida, flusso statico ostacolato, e si marmorizza - dove io non sono. Asfodeli neri. Indivie marcite. Nella palude l'acqua non è stagnante, la fauna non è amica. I belati furono sorrisi un tempo, non ricordo più. Non ricordo più gli anni trascorsi, i mali, …

Io

Un saggio ha detto: Vi chiedo di non credere a nulla che non possiate verificare voi stessi. Uno dei gravi errori dell'uomo, di cui ci si deve ricordare, è la sua illusione riguardo al suoi Io. L’uomo così come lo conosciamo, la “macchina-uomo,” l’uomo che non può “fare” e con cui ed attraverso cui tutto …

L’apocalisse, sempre.

L'apocalisse è sempre. La letteratura o è apocalittica o non è. Quale apocalisse? In che senso? L'apocalisse come rivelazione e, prima di essere la rivelazione dell'interiore, nel qui e nell'ora, è scoperta, varco superato. Rivelazione, appunto. Dalla Medea di Seneca: I nostri padri videro secoli senza macchia, quando ogni frode era sconosciuta. Ogni uomo, quietamente, …

Momenti veritativi dell’arte

Oggi, discussione con un amico scrittore. Non crede alla possibilità di uno spazio totalmente sganciato dall'esito letterario, non crede al mentre si fa letteratura, mentre si sta scrivendo: si fa sempre letteratura, per lui, la letteratura si sta facendo comunque, negli esiti attuali. Io non ne sono convinto. Avverto, personalmente, la necessità di un salto: …

Come si parla di letteratura (secondo me)

Dal punto di vista personale, è un periodo nero. La svogliatezza addenta le gambe, la socialità si riduce a zero. Questo passi. Però un sintomo del tutto nuovo è l'indiscriminato desiderio di non parlare - se non con quattro o cinque persone, fidatissime - di letteratura. Me ne frega zero. Perché? Perché parlare di letteratura …

Macchina accelerata della retorica per arrivare al vuoto

Lo scivolamento della retorica a cui guardo è il corrispettivo strumentale di un esito che conosco: esso è vuoto. Questo vuoto deriva dalla massima pienezza. Che la letteratura non serva a pensare è una verità che cerco di promulgare per parte mia, ma che anche Leopardi, nello Zibaldone, afferma. Si legga il passo che segue …

Mito e retorica: l’esorcismo letterario

Roger Caillois: "In effetti, è proprio nel mito che si coglie meglio, dal vivo, la collusione dei postulati più segreti, più virulenti dello psichismo individuale con le pressioni più imperative e più perturbanti dell'esistenza sociale. Tanto basta per accordargli una posizione preminente e per incitare a ordinare in rapporto a lui alcuni di quei problemi …

Fuga del giorno che viene

Dove ritorna cava la casa è la presenza Tua che recrimina su altro da sé e ridonda in domestici rumori: seta che sfiora pareti, palmo alle pareti, anca che scosta l'anta della madia bianca e l'atto vuoto torna normale, cittadino. Un filo non visibile e verticale, che lega orizzontale me a Te, è ciò che …

Irritazione al grido iperletterario

Ierisera, a una cena esclusiva, molto mondana, la crème dell'editoria. Convocate più di 150 persone che "contano". Salotti milanesi mobilitati. Io ci sono e sto a un tavolo, accanto a una nota e storica pubblicitaria, una teorica della letteratura, tre editori e una amministratrice delegata. Per tutta la sera, ascolto discorsi intelligenti e posati, buon …

Mitografia

Uno scrittore venuto a trovarmi a casa: "Non può essere visto soltanto dalla prospettiva dell'aggregazione comunitaria, il mito. Altrimenti si giunge alla persuasione, occulta o palese, alla calcolabilità. Che cos'è il mito?" "Una domanda aperta. Si pone nello spazio oscuro per cui dall'essere, misteriosamente, si giunge all'esserci del mondo, al divenire - un salto buio, …

Ascesa e catabasi alla Donna

Quanto è d'oro è d'oro, quanto è d'oro è nero. Estimo delle Tue, Donna, comprensioni, delle Tue nescienze. Formidabile sia la spinta cardiaca, formidabile è il tacere di un tratto, sotto il cipresso, piedi nudi pallidissimi nell'erba rasata bene, verso l'albero non secolare, controcielo testa china, il lungo collo che simula l'animale dolce, non domesticabile, …

Danza di avvicinamento della Donna del Ki

Dal lume nero, centrale e nero ispessito, Tu avanzi in passi a ritmo ordinato, prescritti, ogni volta diversi quando praticati: sono le sinuose Ondine, compongono la Tua figura di materia e voce trattenuta, la carne mentale che si muove nel temporale frontale, l'osso della miseria. La tua voce non conosco ed è indefesso canto, che …