Momenti veritativi dell’arte

Oggi, discussione con un amico scrittore. Non crede alla possibilità di uno spazio totalmente sganciato dall'esito letterario, non crede al mentre si fa letteratura, mentre si sta scrivendo: si fa sempre letteratura, per lui, la letteratura si sta facendo comunque, negli esiti attuali. Io non ne sono convinto. Avverto, personalmente, la necessità di un salto: …

La cuspide del romanzo

Detto che il romanzo procede secondo metope, che è un romanzo naturalista nel senso che è sperimentale senza che sia semplice accorgersi a quale sperimentalità si alluda, che è sua intenzione svuotare un antimito riportando il disumano all'umano - c'è ancora qualcosa da dire, mentre il libro va facendosi. Ed è la cuspide. La cuspide …

Il naturalismo nel romanzo

Prendiamo Zola. E' il modo migliore per intenderci. "Zola=naturalismo": è l'equazione da scuola media, inculcata, deviante, venefica. Poiché chiude un'enorme possibilità, che lo scrittore, se vuole agire nel senso in cui vorrei agire io sulla storia, deve manifestamente strappare a una tradizione che, più che morta, è mortificata: dal nostro presente. Questo tempo che non …

Come si parla di letteratura (secondo me)

Dal punto di vista personale, è un periodo nero. La svogliatezza addenta le gambe, la socialità si riduce a zero. Questo passi. Però un sintomo del tutto nuovo è l'indiscriminato desiderio di non parlare - se non con quattro o cinque persone, fidatissime - di letteratura. Me ne frega zero. Perché? Perché parlare di letteratura …

Il romanzo cresce come un frattale: l’incipit

Sono dunque in stesura del romanzo. Alla scena 15, su 96 previste. In realtà, ho scritto 20 scene. Archi voltaici si istituiscono tra punti distanti tra loro, nella vicenda raccontata che dura 56 anni, e le visioni o i "treni di parole" mi costringono a correre in avanti, perché le connessioni sono labirintiche ma necessarie. …

Macchina accelerata della retorica per arrivare al vuoto

Lo scivolamento della retorica a cui guardo è il corrispettivo strumentale di un esito che conosco: esso è vuoto. Questo vuoto deriva dalla massima pienezza. Che la letteratura non serva a pensare è una verità che cerco di promulgare per parte mia, ma che anche Leopardi, nello Zibaldone, afferma. Si legga il passo che segue …

Mito e retorica: l’esorcismo letterario

Roger Caillois: "In effetti, è proprio nel mito che si coglie meglio, dal vivo, la collusione dei postulati più segreti, più virulenti dello psichismo individuale con le pressioni più imperative e più perturbanti dell'esistenza sociale. Tanto basta per accordargli una posizione preminente e per incitare a ordinare in rapporto a lui alcuni di quei problemi …

Terminata la “scaletta” del romanzo, il romanzo cresce

E' finalmente terminata, grazie a due settimane di impegno intellettuale pesantissimo e senza la minima sosta (l'esperienza cerebrale ed emotiva più colossale e dolorosa che abbia compiuto nella mia vita; e ciò in giorni privatamente sofferti e sconcertanti, tra i più perturbanti della mia esistenza...), la "scalettatura" del romanzo. Il risultato è costituito da tre …

Il romanzo cresce nelle Feste: niente Feste per il romanziere

Il romanzo è l'estremità del romanzo dell'orrore e quindi non ha nulla di festaiolo o di celebrativo: si tratta, anzi, di un'anticelebrazione. E' terminata la fase di studio della sua spina dorsale. Ora si procede con la prima, cartesiana "scalettatura" della mia vita: una gigantomachia, il cui campo di battaglia sono quattro fogli bristol. Tale …

Fuga del giorno che viene

Dove ritorna cava la casa è la presenza Tua che recrimina su altro da sé e ridonda in domestici rumori: seta che sfiora pareti, palmo alle pareti, anca che scosta l'anta della madia bianca e l'atto vuoto torna normale, cittadino. Un filo non visibile e verticale, che lega orizzontale me a Te, è ciò che …

Il romanzo: primo svuotamento del Mito

In medias res: l'incipit del romanzo assolverà da subito i due compiti precipui e di sfondo del libro stesso, cioè l'abbattimento del mito e l'entrata dell'umano nell'ambiguità. Sarà, con tutta probabilità, una scena muta. La mitologia umana che va a perdere indipendenza, si ricolloca nell'umano, non invade né spinge all'azione l'umano, bensì lo giustifica e …

Irritazione al grido iperletterario

Ierisera, a una cena esclusiva, molto mondana, la crème dell'editoria. Convocate più di 150 persone che "contano". Salotti milanesi mobilitati. Io ci sono e sto a un tavolo, accanto a una nota e storica pubblicitaria, una teorica della letteratura, tre editori e una amministratrice delegata. Per tutta la sera, ascolto discorsi intelligenti e posati, buon …