“Alias” su “Fine Impero”: la complessa recensione di Fabio Zinelli

genna_fineimpero_3d_tn_150_173E’ per me sorprendente il ragionamento (complesso, strutturato, pertinentissimo, mai declinato al giudizio di gusto) che il critico Fabio Zinelli ha pubblicato domenica 24.11 su Alias, supplemento culturale de il manifesto, a proposito del tentativo testuale che va sotto il titolo Fine Impero. Si tratta, semplicemente, del rilievo fenomenologico e teorico più interrogante e intellettualmente profondo, che mi sia stato mosso da quando pubblico.
La temperie è tale che, muovendomi in quotidianità otturata da impegni lavorativi e personali, io non possa immediatamente rispondere, controdedurre, come di fatto vorrei. Al più presto, cioè appena possibile, lo farò, sebbene io non conosca Fabio Zinelli né abbia contatti con lui. Nel frattempo lo ringrazio, così come ringrazio i responsabili di Alias.
Ecco il testo in pdf:

icona_pdf_bigFabio Zinelli – Alias – Il manifesto | LA BABILONIA DEL NORD IN SALSA POSTMODERNA: UNA BALLATA ORFICA SUGLI ANNI ’80-’90

Tommaso Pincio sul manifesto: l’Italia, il romanzo di Brizzi e il De Profundis

Giuseppe Genna - ITALIA DE PROFUNDIS - minimum faxIl sito ufficiale
ITALIA DE PROFUNDIS su minimum fax
Rassegna stampa e materiali
Anticipazione sul blog Il Miserabile
Ipertesto della Scena italiana come inferno
I booktrailer: 1234
Videomeditazioni: La storia non siamo noiStoria di fantasmi
Acquista Italia De Profundis su iBS o su BOL.

SPETTRI ITALIANI – TRE VARIAZIONI SULLO SFONDO DEL MALPAESE
di TOMMASO PINCIO
[da il manifesto – versione cartacea, 11.1.09]
frecciabr.gif L’ultimo romanzo, di recente uscita, di Tommaso Pincio: Cinacittà
frecciabr.gif Il sito ufficiale di Tommaso Pincio
frecciabr.gif Aderisci alla campagna “Sostieni il manifesto

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«L’Italia è il paese che amo»: così, con solenne e televisiva semplicità, il nostro attuale premier si dichiarò alla nazione. Era il 26 gennaio 1994, nessuno osava allora immaginare quanti e quali frutti sarebbero nati dall’idillio tra un magnate della comunicazione e un paese di miracoli e miracolati. I malevoli ritengono che sia disceso in campo per salvare se stesso e le sue aziende; il diretto interessato sostiene che in cima ai pensieri avesse lo spettro di una nazione in mano a forze illiberali, i famigerati comunisti. Comunque sia, in quel famoso discorso registrato su videocassetta e trasmesso a reti quasi unificate, disse che l’Italia «giustamente diffida di profeti e salvatori». Eppure è proprio così che si è proposto, ed è proprio così che una cospicua fetta d’italiani lo ha accolto. In questo, che gli piaccia o no, ha qualcosa in comune con Mussolini. La grande campagna antimalarica con la quale si promise la bonifica integrale delle Paludi Pontine fu uno dei capisaldi della propaganda fascista e servì a presentare il duce come il «grande medico» della nazione. Similmente, Silvio Berlusconi si è annunciato come il rimedio definitivo all’annosa piaga della politica senza mestiere, tutta malaffare e chiacchiere incomprensibili.

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La stroncatura di Enzo Di Mauro

hitlercovermedia.jpgIl romanzo Hitler termina con una chiusa di sapore talmudico: “Sii il maledetto e non colui che maledice”.
Per completezza e obbiettività di informazione, pubblico la “cosa” che Enzo Di Mauro ha pubblicato sull’ultimo numero di
Alias, inserto culturale del manifesto.
Ognuno, come è legittimo, è libero di giudicare da sé.
Ovviamente non ringrazio Di Mauro, però tengo a ringraziare la direzione e lo staff di
Alias e la direzione del manifesto per avere comunque dedicato spazio e attenzione a Hitler.
La stroncatura di Enzo Di Mauro