Una poesia di Geoffrey Hill

Più volte in odore di Nobel per la letteratura, il poeta inglese decisivo nel secondo Novecento e fino al 2016, anno della sua scomparsa, è poco conosciuto, se non del tutto misconosciuto in Italia. Un assaggio dei suoi versi vibranti, immaginifico, barocchi e potenti.

Mario Benedetti: una poesia da “Il cielo per sempre”

Nel novembre 1989, tre anni prima di conoscere personalmente Mario Benedetti, mentre stavo in una microcomunità poetica milanese che editava la rivista "Schema" e, con essa, alcuni rari smilzi libri, fu pubblicato tra questi "Il cielo per sempre", appunto di Mario Benedetti, con una nota di Marco Lodoli. Si trattò di un testo piuttosto decisivo: …

Una poesia autografa di Mario Benedetti

Una poesia autografa di Mario Benedetti: è la quarta di copertina di "Pitture nere su carta", edito da Mondadori nella collana Lo Specchio, nel 2008. Il testo, che nel libro ha come esergo "physical dimensions", è questo: Erano le fiabe, l'esterno. Bisbigli, fasce, dissolvenze. L'esterno dell'esterno qualcosa ascolta. Qui. Oh. da Facebook http://on.fb.me/1qFHXZt

Milo De Angelis, “Millimetri”: la postfazione di Aldo Nove e Giuseppe Genna

E' in tutte le librerie "Millimetri" di Milo De Angelis, riedito da il Saggiatore nella collana le Silerchie a 30 anni dalla prima pubblicazione, nella bianca Einaudi. La postfazione al libro di De Angelis è firmata da Aldo Nove e Giuseppe Genna: eccone il testo completo.

Gottfried Benn: “Quaternario”

La poesia come forza di eversione contro l'espressionismo e il positivismo scientista: Gottfried Benn affida a versi e visioni acuminati e allucinati il sentimento di un mondo in cui la materia e la forza vitale corroborano a vicenda l'azione dell'altro polo, portando alle estreme conseguenze la furia romantica con cui lo sguardo di una civiltà aveva plasmato il mondo: "Immensi cervelli si piegano..."

Sandro Penna: poesie (e una nota di Cesare Garboli)

"Penna si è fatto interprete non della novità del linguaggio poetico italiano del Novecento, ma - che non è meno importante - del suo destino di putrefazione. Ci sono poeti di tale forza innovatrice da cambiare quasi di colpo i codici costituiti; e ci sono poeti inamovibili dall'antichità, così fedeli alla tradizione da scenderne giù come le pecore dai tratturi. Penna è poeta di questa razza..."

Chlebnikov e il mio stipendio nell’89

Un testo che risale al 2005, inedito su carta, pubblicato in Rete: "Nel 1989, io sottoscritto, Giuseppe Genna, nel pieno delle mie facoltà psichiche e volitive, essendo depauperato e non in grado di pagare le bollette della casa popolare in cui alloggio abusivo nel quartiere Calvairate, trovo lavoro grazie a Velimir Chlebnikov..."

Philip Larkin, “il ritorno preavvisato nel cuore del normale”

La vita di Philip Larkin fu un'esistenza per sottrazione. Come dichiarò in un'intervista "deprivation is for me what daffodils were for Wordsworth" ["la privazione rappresenta per me ciò che le giunchiglie rappresentarono per Wordsworth"]. Sottrazione e privazione. Nacque a Coventry nel 1922 da una famiglia della media borghesia. Dopo avere frequentato la King Henry VII School si iscrisse all'Università di Oxford nel 1940...

Silvia Bre: MARMO

Un testo fondamentale per la poesia contemporanea italiana, da ripescare nella serie di articoli che sto riprendendo affinché l'attuale accelerazione dei tempi non cancelli un canone in movimento, che si stava e si sta facendo: "Marmo" di Silvia Bre (Einaudi) è uno dei punti mobili di questo canone magnetico, che è una modernità in trasformazione...

Wallace Stevens: “Abecedarium of Finesoldier”

Traduzione degli incipit di un progetto di poema in undici stanze, che Wallace Stevens lasciò incompiuto: il sovraccaricare l'immagine guerresca per giungere al cuore della testualità ultima - "The narrative stops ... Good-bye to the narration". Una forma del contemporaneo, al di là del paradigma lirico e narrativo, oltre la falsa opposizione di genere poetico e genere prosastico.

Miserabile intervista sulla scrittura

"Esiste per me un piano fonico che è irrinunciabile. Sono per l’abbattimento dei generi all’interno del romanzo, ma lo sono anche tra due macrogeneri che invece vedo essere in perfetta continuità: cioè prosa e poesia..."

Alfredo Giuliani: su Wallace Stevens

Uno dei padri della Neoavanguardia italiana entrò nel 1992 in quel regno "di ghiaccio e di fuoco" che è la poesia di Wallace Stevens. "L'angelo necessario" messo a nudo negli ultimi tempi italiani in cui la poesia è esistita, è stata vista.