Un testo fondamentale per la poesia contemporanea italiana, da ripescare nella serie di articoli che sto riprendendo affinché l'attuale accelerazione dei tempi non cancelli un canone in movimento, che si stava e si sta facendo: "Marmo" di Silvia Bre (Einaudi) è uno dei punti mobili di questo canone magnetico, che è una modernità in trasformazione...
Derek Walcott: poesie
Poesie (in traduzioni varie con e senza testo a fronte) del grande premio Nobel autore di "Omeros": "Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore, || le fotografie, le note disperate, | sbuccia via dallo specchio la tua immagine. | Siediti. È festa: la tua vita è in tavola."
Milo De Angelis: TEMA DELL’ADDIO
"Tema dell'addio" non è soltanto il distendersi dell'elegia e della trenodia per il lutto, la pedita, la morte. Milo De Angelis nemmeno contrae l'esperienza del lutto in scatti orfici. Siamo di fronte a una poesia che interroga noi con potenza circa l'essenza stessa dell'esperienza della lettura, una sorta di percorso ritmico tra analogie che costituiscono una retorica del trauma: la poesia italiana a venire o attraversa questa esperienza o semplicemente non sarà. (una recensione del 2005)
Il Sistema Politico Sergio Baracco
Molti dei lettori di questo sito sono giovani, o disattenti, o giustamente disinteressati al recente passato, oppure talmenti boccheggianti nell'orrore dell'epoca da non volerne sapere di orrori che hanno preceduto questo tempo. Eppure inimmaginabili OGM umani e spettri fatti di etere e sparati da tubi catodici prepararono, non più di trent'anni fa, l'attuale disastro sociale …
Recensione all’edizione francese di ‘Catrame’
La scrittura di Giuseppe Genna è brutale, secca; l’autore sta lontano da ogni orpellatur, descrive un mondo totalmente privo di distinzioni morali tra male e bene, in un periodo storico da cui nessuno esce indenne: chiunque avrà le mani lordate di sangue, e cercherà di rigettare ogni responsabilità, addossandola agli altri...
Su ‘l’Unità’ circa il film di Manuli: Kaspar Hauser è ancora sepolto
Sul capolavoro cinematografico di Davide Manuli, LA LEGGENDA DI KASPAR HAUSER: "Un teatro disumano, che sta tra Bene e Grotowski e Murnau, si disegna sotto i nostri occhi – dico dei pochi fortunati italiani che hanno potuto godere della visione e dell’ascolto di questo che non esito a definire il cinema italiano di questo decennio. La lucidità bianca e nera e grigia ed eterea della pellicola usata da Manuli impressiona. La colonna sonora di Vitalic, che satura le immagini e distrugge i dialoghi, esalta in realtà le interpretazioni di Gallo e di Gifuni (un prete cowboy che ciancia davanti a Kaspar Hauser dell’esistenza di un messia). Silvia Calderoni dei Motus, adrenalinica e autistica, è l’androgino Kaspar Hauser, il ragazzo venuto da fuori della civiltà..."
Video: anticipazione da “Fine Impero”, il mio ‘liber niger’.
Il video della lettura dell'anticipazione da FINE IMPERO, il nuovo romanzo del sottoscritto, annunciato a maggio in libreria da Einaudi Stile Libero e che in libreria ancora non c'è, per ignoti motivi: "L’invidia allunga il laccio di malizia che tende alla gente e festeggia scandalizzando gli altri. La mente funziona in questo modo, il corpo inciampa su quel laccio..."
Crisi dell’editoria? Forse il punto è un altro
Sul "Venerdì" de "la Repubblica", un decisivo intervento dell'autore di "Riportando tutto a casa": a fronte dei meri numeri forniti da Nielsen e Istat circa il crollo dell'editoria italiana nel 2011/12, una riflessione circa le manchevolezze, le fatali distrazioni e le immorali strategie di un comparto dell'industria culturale che ha partorito il proprio crollo e lo scandalo civile di una società disgustata dalle scelte cieche di mercato.
Come reagii alla morte di Carmelo Bene il 16 marzo 2002
Scrissi questo su Clarence, dove ai tempi lavoravo e da dove fui in seguito costretto a dimettermi: "I pirla sono accontentati: Carmelo Bene è morto, secondo loro, il 16 marzo 2002 alle 22.45. Nessun funerale: cremazione immediata, traslazione delle ceneri nella polvere del Salento natio, insieme ai resti dei suoi famigliari. Carmelo Bene è morto, il che significa che è nato..."
“Usa la minaccia, utilizza la preghiera” – Una iconostasi
Inedito rielaborato, dal libro, muto e forse indecoroso, titolato "Installazioni", che da anni è in lavorazione ed evoluzione presso di me. Prosa priva di forma, tentando la forma dell'iconostasi letteraria: "Mano che tenta la mano nello spazio bianco dove s'invola, sagoma vuota, salma là è iridescente, di Constantin Brancusi, il termine indefinito della sua scala vorticosa, l'avvitamento che sta assecondando..."
Extrait de “L’année lumière” de Giuseppe Genna par les Editions Métailié
La traduzione de L'ANNO LUCE in francese, a cura di Serge Quadruppani, è strepitosa. Pubblico una parte dell'incipit, con rimando alla versione italiana integrale: "– Venez, je vous emmène dans le monde renouvelé. Rapide, il lève le bras, index pointé vers le haut. C’est un congrès. On s’y entasse jusqu’à l’invraisemblable. Les dirigeants sont au parterre, le patron sur la scène électrise la masse..."
L’ANNO LUCE: il prequel
Il testo italiano integrale del prequel ne L'ANNO LUCE, oggetto narrativo non identificato edito da Tropea/Saggiatore nel 2005 e tradotto in Francia, grazie alle cure di Serge Quadruppani, per le Editions Métailié, nel 2012. Romanzo neoborghese italiano, è il prologo a "Dies Irae". E' attesa l'edizione tedesca.