“Usa la minaccia, utilizza la preghiera” – Una iconostasi

 

Fuoco di origine non conosciuta si trascinò via la bimba mia di zucchero masticata, pupa, fatta larva, fuoco dal cielo, cielo interiore, salme depositate sul fondo del diaframma, là, diaframma, pelvi. Dentro pulsano e tutto è nero salme semoventi.
Corpo ampio di Paul Celan, poeta, ricuperato gonfio nelle acque nere della Senna. Egli si uccise per una troppa oscurità, di contro la chiarezza di affacciarsi al male, sull’assolutezza, a redenzione sempre tardiva, senza Maestro, Amore.
Schegge delle stazioni, dei muri che hai carezzato [Tu].
Separata dai colloquianti, elevata dai terricci che reclamano l’orma tua, oro denegato, enormi figure discendono dalle scoscese.
Sono òmeri flessuosi in direzione Padre, Tu cerchi vanamente il morto in vita che indirizza e guida, la verità che intirizzita grida “non assumere compostezza!”, elevare il controllo a contraltare della conoscenza – affinché crolli, tempo spazio dorsale osso temporale pasta midollare, e i lobi, che rivoluzionano ora, astri. E’ un sistema alieno, distante e è misconosciuto.

Tu vai in direzione Padre.

Dolce la Tua sconfitta. Fulgore Tuo è e era quell’inizio reiterato a vuoto, reiterato reiterato reiterato.
Nella fede la curva della Tua velocità.
Usa la minaccia, utilizza la preghiera.
Occhi di Brancusi che tentate l’infinito, bianchi spazi radio.
Aria narcotica che espiri.
Mano che tenta la mano nello spazio bianco dove s’invola, sagoma vuota, salma là è iridescente, di Constantin Brancusi, il termine indefinito della sua scala vorticosa, l’avvitamento che sta assecondando
[…]
Tu, Tu-Tu, una notte ti svegliasti e trovarti volto a volto con un volto, Tuo.
Tuo volto è: gemmazione.
Tu sprofondi nelle glaciazioni, disciolgono calotte polari, discioglimento, luci invase d’acque, assopimento, assorbimento, mondo.
Morendo nati eravamo luce libera in alte acque finché si manifesti, Maestro, Amore.

[Pubblicata su Web originariamente il 14.12.2006. Modificata il 30.4.2012]